Set 11th, 2025 | Di cciotola | Categoria: Cronaca Regionale
Inaugurata la Linea 7 della Circumflegrea-Cumana: collegamento diretto a Monte Sant’Angelo. Ma la realtà quotidiana è un’altra
Napoli, 11 settembre 2025 – È stata inaugurata oggi la nuova Linea 7 della Circumflegrea-Cumana, un collegamento tanto atteso che porta direttamente al polo universitario di Monte Sant’Angelo. Alla cerimonia, in pompa magna, erano presenti il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente dell’EAV Umberto De Gregorio, volti simbolo di un’opera che mira a migliorare la mobilità nell’area flegrea e a rafforzare il collegamento tra i quartieri occidentali di Napoli e la zona universitaria.
Treni nuovi, stazioni tirate a lucido, biglietterie aperte e controllori in divisa: tutto perfettamente funzionante. Uno scenario che, almeno per oggi, sembrava uscito da un film di buone intenzioni. In particolare, la stazione di Soccavo, spesso dimenticata e trascurata, appariva oggi in condizioni impeccabili: pulizia accurata, personale presente, operai con i caschetti al loro posto.
Eppure, viene spontaneo chiedersi: dov’erano queste attenzioni nei giorni scorsi? Fino a ieri, la biglietteria era chiusa, la presenza di personale praticamente inesistente e lo stato generale della stazione – come segnalato più volte anche dall’Osservatorio Flegreo – tutt’altro che decoroso. Basta allontanarsi di pochi chilometri per rendersi conto che la stazione di Pianura, ad esempio, versa ancora in condizioni critiche, tra degrado, incuria e disservizi ormai cronici. Una situazione denunciata da mesi, ma finora senza alcuna risposta concreta.
È giusto celebrare i traguardi raggiunti, ma è altrettanto doveroso affrontare le contraddizioni evidenti. Non si può pensare che i cittadini siano ciechi o “stupidi” – per usare un termine forte ma realistico. L’impressione, purtroppo, è quella di una mobilitazione a orologeria, che si attiva solo in presenza di telecamere, inaugurazioni e passerelle politiche.
Quello che i cittadini chiedono non sono eventi spot o propaganda da social network, ma un impegno serio, quotidiano, costante. Perché la mobilità pubblica non può funzionare a intermittenza, né può dipendere dalla presenza di figure istituzionali. È tempo che le istituzioni si ricordino delle periferie anche quando non ci sono nastri da tagliare.


