L’ozono, nostro silenzioso alleato

Set 16th, 2025 | Di cciotola | Categoria: Ambiente

 

 

Il 16 settembre si celebra la Giornata Internazionale per la Preservazione dello Strato di Ozono, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994 per ricordare la firma del Protocollo di Montreal del 1987. Questo storico accordo ha segnato una svolta nella lotta contro molte delle sostanze che distruggono l’ozono, tra sui potenti gas serra, portando alla progressiva eliminazione delle sostanze che deprivano lo strato di ozono (Ozone-Depleting Substances).

L’ozono, molecola naturale composta da tre atomi di ossigeno, si trova negli strati alti dell’atmosfera e funge da scudo protettivo contro le radiazioni solari ultraviolette, contribuendo in modo essenziale alla salute umana, alla protezione dell’ecosistema e alla conservazione della biodiversità.

In questa ricorrenza il mondo si ferma a riflettere sulla consapevolezza e sull’importanza dello strato di ozono e, soprattutto, a promuovere la cooperazione internazionale che, attraverso l’eliminazione delle sostanze chimiche dannose, si propone di evitare il disastro ecologico e garantire un futuro sostenibile. Ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale, le Nazioni Unite scelgono un tema ufficiale: negli ultimi anni lo slogan più ricorrente è stato “Ozone for Lifesottolineando lo sguardo rivolto alle generazioni future. Il tema dell’edizione 2025 è “From science to global action”, che rimarca il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nell’individuare minacce ambientali e nell’ispirare politiche condivise a livello mondiale

Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha ribadito l’impegno concreto verso la graduale riduzione degli HFC, potenti gas serra usati nei sistemi di refrigerazione e condizionamento. Tuttavia, sono contrastanti le posizioni nel dibattito internazionale, soltanto nel 2012 il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un tweet scriveva: “The concept of global warming was created by and for the Chinese in order to make U.S. manufacturing non-competitive, negando il climate change e attribuendone l’origine a meccanismi e strategie geopolitiche volti ad indebolire l’industria americana. In tale contesto, il CAMS, Copernicus Atmosphere Monitoring Service, svolge un ruolo strategico centrale nel costante monitoraggio dello strato di ozono, producendo quotidianamente dati utili a comprenderne l’evoluzione attraverso mappe, grafici e animazioni che tracciano le variazioni e le dinamiche atmosferiche. Secondo il Direttore, Laurence Rouil, “la variabilità osservata nel 2025 sottolinea l’importanza di previsioni e analisi affidabili per supportare le decisioni politiche e scientifiche.

Dopo quasi quarant’anni dalla firma di quell’accordo, la situazione resta piuttosto critica: adagosto 2025 l’area del buco dell’ozono antartico ha raggiunto circa 15 milioni di km². Il messaggio è ancora estremamente attuale ed urgente: solo una cooperazione internazionale efficace unita ad obbiettivi comuni hanno il potere di agire concretamente e mutare la situazione così da tutelare l’atmosfera, il clima e la salute delle generazioni future.

Come ricordava José Ortega y Gasset, uno dei filosofi e saggisti più influenti della Spagna del XX secolo: “Io sono me più il mio ambiente, e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso”. Senza un impegno globale condiviso e coordinato, una delle sfide più urgenti del nostro tempo rischia di restare pericolosamente sospesa e irrisolta.

 

Carmela Papa

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