“Fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista”

Dic 13th, 2025 | Di cciotola | Categoria: Religione

La Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale

a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV

 

14 dicembre 2025 - III Domenica del Tempo di Avvento (Gaudete)– Anno A

 

Fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista

 

C’è un filo di luce che attraversa le letture di questa domenica: la gioia che nasce dalla speranza. Il profeta Isaia (Is 35,1-6a.10) ci invita a immaginare il deserto che fiorisce, la steppa che canta di gioia, le mani fiacche che ritrovano forza. È una visione di rinascita, ma anche una promessa concreta: “Ecco il vostro Dio… Egli viene a salvarvi.

 

L’Avvento è proprio questo tempo: un’attesa viva, fatta di fiducia e di impegno. Non aspettiamo qualcuno che forse arriverà, ma Colui che è già in cammino verso di noi. È la domenica Gaudete, la domenica della gioia: una gioia che non ignora la fatica, ma la attraversa con fede, perché sa che il Signore è vicino.

 

Nel Vangelo (Mt 11,2-11) vediamo Giovanni il Battista nel buio del carcere. Egli che aveva annunciato con forza la venuta del Messia ora manda a chiedere: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?. È la domanda di chi ha creduto, ma ora non capisce più il modo in cui Dio agisce. È un dubbio che non nega la fede, ma la purifica.

 

Gesù risponde non con spiegazioni, ma con i segni concretiI ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. È la prova che il Regno di Dio è già all’opera, silenzioso ma reale. È come se dicesse: “Guarda: l’amore di Dio sta cambiando la storia”. Anche noi, come Giovanni, possiamo sentirci prigionieri di paure o delusioni. A volte ci chiediamo se Dio sia davvero presente nella nostra vita. Ma il Signore ci invita a vedere con occhi nuovi, a riconoscere la sua presenza nei piccoli segni di bene che germogliano anche nel deserto.

 

Nella seconda lettura (Gc 5,7-10), l’apostolo Giacomo ci indica l’atteggiamento giusto: Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra”. Questa è la pazienza della fede, che sa attendere i tempi di Dio. In un mondo che vuole tutto e subito, l’Avvento ci educa alla speranza che cresce lentamente, come un seme sotto la terra: “Siate costanti - dice l’apostolo Giacomo - rinfrancate i vostri cuori”.

 

Ricordiamo come il profeta Isaia ci ha parlato di mani che si rinforzano e ginocchia che si fanno salde: è l’immagine di una fede che rialza e dona forza. Anche Giovanni, pur nella prigione, resta fedele: continua a indicare Gesù, anche nel dubbio. E Gesù lo loda: Fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista”. La sua grandezza non sta nel successo, ma nella fedeltà che non cede alla paura. Poi Gesù aggiunge: Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”. Chi accoglie Gesù, anche con una fede semplice, vive già nel Regno.

 

Inoltre Isaia ci ha parlato di una “via santa”, la strada su cui cammineranno i riscattati dal Signore. È l’immagine di un popolo che avanza verso la gioia e la vita piena. Ogni Avvento ci invita a rimetterci su quella strada, a uscire dai deserti della sfiducia, a lasciarci raggiungere da Dio che viene incontro.

 

La gioia cristiana non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla certezza che il Signore è presente. È la gioia di chi, anche nel deserto, sa che qualcosa può fiorire. Prepariamo la strada al Signore con il cuore paziente dell’agricoltore e la fiducia di Giovanni. E, nel silenzio dell’attesa, impariamo anche noi a riconoscere che, davvero, “il deserto fiorisce”.

 

Buona domenica.

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