Dimagrimento e farmaci: l’effetto svanisce se la terapia viene interrotta

Gen 10th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Salute

I farmaci antidiabete utilizzati anche per la perdita di peso hanno dimostrato una notevole efficacia nel ridurre i chili in eccesso. Tuttavia, una nuova analisi scientifica mette in guardia da un rischio spesso sottovalutato: alla sospensione del trattamento, gran parte del peso perso tende a tornare in tempi relativamente brevi, se non si interviene in modo strutturale sullo stile di vita. A rilanciare la notizia è il Washington Post, che cita una revisione di studi dedicata agli agonisti del recettore GLP-1, farmaci oggi assunti da milioni di persone nel mondo non solo per il diabete, ma anche per il controllo del peso corporeo. Cosa emerge dagli studi. La revisione, pubblicata sul British Medical Journal, ha passato in rassegna 37 studi clinici condotti su oltre 9.300 partecipanti e 13 diversi farmaci. In sei di questi lavori l’attenzione si è concentrata in particolare su semaglutide e tirzepatide, tra i principi attivi più prescritti. Il dato centrale è chiaro: chi interrompe l’assunzione del farmaco, senza consolidare nel frattempo una dieta equilibrata e una regolare attività fisica, tende a recuperare il peso iniziale nell’arco di circa 20 mesi. Un tempo decisamente più rapido rispetto a chi dimagrisce esclusivamente con una dieta tradizionale, che impiega anche quattro volte più a lungo per tornare al punto di partenza. Non solo la bilancia: anche parametri come pressione arteriosa e livelli di colesterolo, migliorati durante la terapia, mostrano un progressivo peggioramento entro circa 17 mesi dalla sospensione. Numeri e limiti della ricerca. In media, i partecipanti hanno perso tra i 16 e i 17 chili durante il trattamento farmacologico. Nel primo anno dopo lo stop, però, ne hanno ripresi circa 10-11. “Ciò che sorprende è la rapidità con cui il peso viene recuperato”, ha osservato Sam West, fisiologo e ricercatore all’Università di Oxford, tra gli autori dello studio. Giles Yeo, docente di genetica all’Università di Cambridge, ha però invitato alla cautela nell’interpretazione dei risultati: la maggior parte degli studi analizzati ha seguito i pazienti solo per un periodo limitato dopo l’interruzione dei farmaci, rendendo difficile valutare gli effetti sul lungo termine. Farmaci sì, ma non da soli Un ulteriore studio del 2024 aggiunge un tassello importante: le persone che hanno affiancato l’attività fisica alla terapia farmacologica hanno mantenuto risultati migliori anche dopo la sospensione, rispetto a chi non si è allenato. Il messaggio che emerge è quindi netto: i farmaci dimagranti possono essere un valido supporto iniziale, ma non rappresentano una soluzione definitiva. Senza un cambiamento stabile delle abitudini alimentari e motorie, l’effetto rischia di essere temporaneo, con un ritorno al peso precedente nel giro di pochi mesi. In altre parole, il farmaco può aprire la strada, ma il percorso va consolidato con uno stile di vita sano e duraturo.


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