15 febbraio 2026 – VI domenica del Tempo Ordinario – Anno A “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti”

Feb 14th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Religione

La Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale

a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV

 

 

 

Le letture di questa domenica ci conducono al cuore della libertà evangelica e, quindi, umana. Il libro del Siracide (prima lettura;Sir 15,16-21) ci ricorda qualcosa che spesso dimentichiamo: Dio non impone, propone. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male. Non siamo burattini, né spettatori. Siamo persone create per scegliere, e ogni scelta lascia un segno. Non siamo determinati dal passato, dalle ferite o dai condizionamenti: siamo liberi di tendere la mano, verso il fuoco o verso l’acqua, verso ciò che costruisce o ciò che distrugge.

 

Questa libertà non è un peso ma una promessa. Se hai fiducia in lui, anche tu vivrai, dice il testo. I comandamenti non sono muri che limitano ma strade che custodiscono il nostro cammino di vita. Sono parole che proteggono la dignità, la relazione, il futuro. Dio non dà mai “il permesso di peccare”, perché il peccato non è soltanto una trasgressione, come spesso pensiamo, ma una feritamortale.

 

Il salmo 118 ci fa dire: Beato chi cammina nella legge del Signore. Non beato chi la conosce soltanto ma chi la vive. Perché la vera gioia nasce da una vita unificata, non divisa: da un cuore che desidera ciò che fa, e fa ciò che dice.

 

San Paolo, nella seconda lettura (1Cor 2,6-10), parla di una “sapienza nascosta”, diversa da quella del mondo. Non è la sapienza che cerca il successo, il controllo o l’apparenza, ma quella che nasce dalla croce: un amore che non risponde al male con altro male ma con il dono di sé. È lo Spirito che ci fa vedere ciò che “occhio non vide e orecchio non udì”: che la via della vita non è l’egoismo ma l’amore.

 

E poi arriva il Vangelo (Mt 5,17-37), profondo e impegnativo. Gesù non cancella la Legge, non la smentisce: la porta al compimento. Non si accontenta della misura minimanon uccidere”, “non commettere adulterio”, “non giurare il falso. Ci chiede un passo oltre. Ci invita a guardare dentro.

 

Non basta non togliere la vita: bisogna custodire la relazione, trattenere l’ira, non ferire con parole che umiliano. Non basta evitare il tradimento: occorre vigilare sugli sguardi, sui desideri, su ciò che abita il cuore. Non basta giurare il vero: serve una parola trasparente, affidabile, che non ha bisogno di giuramenti per essere creduta. Sia il vostro parlare: sì, sì; no, no.

 

Gesù non complica la Legge: la restituisce al suo centro, che è l’amore. Perché ogni divisione, ogni offesa, ogni menzogna comincia dentro, molto prima di diventare gesto. Dio non vuole solo comportamenti corretti, vuole cuori riconciliati. Per questo dice: prima di offrire il tuo dono, va’ a cercare tuo fratello. La liturgia non sostituisce la vita, la illumina.

 

È una parola esigente, sì. Ma non da affrontare soli. La sapienza dello Spiritodice Paoloci è stata donata. Non siamo costretti a rimanere come siamo. Possiamo cambiare: stile, ritmo, sguardo.

 

Forse oggi possiamo chiederci: quali parole, quali pensieri, quali atteggiamenti stanno consumando la mia vita? Dove posso scegliere la vita, il bene, la riconciliazione? Quale passo concreto mi invita a fare il Vangelo?

 

La santità non comincia con gesti eroici, ma con un “sì” vero e un “no” sincero. Con una scelta alla volta. Con un cuore che si lascia trasformare. Il Signore ci apra gli occhicome ha pregato il salmistaperché riconosciamo le meraviglie della sua legge e scopriamo che la via dei comandamenti è la via della libertà.

 

Buona domenica.

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