22 febbraio 2026 – I domenica di Quaresima – Anno A
Feb 21st, 2026 | Di cciotola | Categoria: ReligioneLa Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale
a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV
22 febbraio 2026 – I domenica di Quaresima – Anno A
“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato”
La Quaresima si apre con due scenari molto diversi: un giardino e un deserto. Nel giardino dell’Eden, ci racconta la Genesi (prima lettura; Gen 2,7-9;3,1-7), l’umanità è creata con delicatezza: plasmato con polvere del suolo e reso vivo dal soffio di Dio. Tutto nasce da un gesto d’amore. Dio prepara un luogo bello, abitabile, pieno di possibilità. Ma dentro quel dono c’è anche una responsabilità: scegliere il bene, custodire la relazione con Dio e con la realtà. Eppure entra la voce del serpente, che non ordina ma insinua. Non nega Dio però lo distorce. Propone una strada apparentemente più rapida: essere come Dio, decidere da soli ciò che è bene e ciò che è male. Accade allora ciò che conosciamo bene anche noi: ciò che era dono diventa possesso, ciò che era fiducia diventa sospetto, ciò che era libertà diventa fuga. Adamo ed Eva aprono gli occhi… ma non per vedere di più; è per accorgersi della propria fragilità. La tentazione promette una crescita e, invece, lascia un vuoto.
Il salmo 50, che proclamiamo oggi, dà voce a questa esperienza: “Il mio peccato mi sta sempre dinanzi”. Non per condannare ma per ricordare che la guarigione comincia dal riconoscimento. Non da spiegazioni, non da scuse, ma da un grido: “Crea in me un cuore puro”. Il peccato non è un capitolo chiuso: è un luogo che può essere visitato dalla misericordia.
San Paolo, nella seconda lettura (Rom 5,12-19), lo dice con parole potenti: per un solo uomo il peccato è entrato nel mondo ma per l’opera giusta di uno solo, Gesù Cristo, è entrata la grazia. Non siamo imprigionati in ciò che è stato. La storia non finisce nel giardino della caduta ma sul Golgota e nel sepolcro vuoto. Dove Adamo cede, Gesù Cristo resiste. Dove il serpente divide, Gesù Cristo riconcilia. La morte non è più l’ultima parola.
Ed è qui che il Vangelo (Mt 4,1-11) ci conduce: nel deserto. Non un luogo di punizione ma di verità. Gesù, affamato, esposto, affronta le stesse tentazioni di ogni essere umano: vivere solo di ciò che si tocca e si consuma; cercare l’approvazione e il riconoscimento a ogni costo; adorare il potere, sacrificando la coscienza. Sono le grandi seduzioni di sempre. Ma Gesù risponde con la Parola. Non discute, non negozia, non cerca scorciatoie. Ricorda che la vita non si regge da sola: è relazione, ascolto, affidamento. Per tre volte il diavolo dice: “Se tu sei Figlio…”. Per tre volte Gesù afferma: “Io sono Figlio perché mi fido del Padre”. La sua identità non ha bisogno di essere dimostrata ma vissuta.
Questo Vangelo non ci chiede l’impossibile. Non ci dice: “Non essere tentato”, perché la tentazione fa parte della vita. Ci dice piuttosto: “Non affrontarla da solo”. Dio non ci chiede di essere perfetti, ma autentici. Non ci misura per le cadute ma per i rialzi. Non ci salva evitando il deserto, ma camminando con noi dentro il deserto. Perciò, all’inizio della Quaresima, possiamo farci una domanda semplice e concreta: quale voce ascolto? Quella che alimenta la paura, la diffidenza, l’illusione del “tutto dipende da me”? O quella che mi ricorda che sono figlio, che sono atteso, che posso ricominciare?
Forse oggi il giardino non lo vediamo. Forse ci sentiamo più nel deserto. Ma proprio lì, racconta il Vangelo, arrivano gli angeli e servono Gesù. Anche nelle nostre fatiche, nelle nostre fragilità, qualcuno ci raggiunge: una parola, un gesto, un perdono, una possibilità nuova. La Quaresima non è un tempo triste. È un tempo vero. Un ritorno all’essenziale. Un’occasione per riscoprire che la libertà non consiste nel fare tutto, ma nello scegliere il bene. Non nel diventare come Dio ma nel lasciarsi amare da Dio.Chiediamo allora il dono di un cuore nuovo. Non perfetto, ma capace di fidarsi. Perché, lo sappiamo, non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Buona domenica e buona Quaresima.


