Quarto: Gli studenti dell’ISIS Rita Levi Montalcini, 40 anni senza/con Giancarlo, alla presenza della Fondazione Siani

Feb 24th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca Regionale

Una mattinata di confronto, promossa dagli studenti quartesi, nel ricordo di Giancarlo Siani.

In una palestra affollata da giovani, alla presenza delle istituzioni locali, con il Sindaco Antonio Sabino, l’Ass. alle politiche sociali, Dr.ssa Raffaella De Vivo, il giornalista professionista e Dirigente Nello Mazzone, il Presidente della Fondazione Siani, Avv. Gianmario Siani, la Dr.ssa Mariolina Trapanese, Presidente dell’Associazione La Bottega dei Semplici Pensieri, già insignita dell’onorificenza al Merito dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il giornalista e moderatore Prof. Ciro Biondi, si sono alternati interventi, domande e riflessioni sulla figura di Giancarlo Siani, quale portatore di valori e di partecipazione sociale.

Il Primo Cittadino, Avv. Sabino, ha rivendicato con orgoglio il grande lavoro svolto per donare alla comunità i beni confiscati alla camorra, permettendo la nascita di attività di interesse sociale e culturale in primis Casa Mehari.

Il protagonista dell’incontro, ovvero il Presidente della Fondazione Siani, Gianmario Siani, nel donare il libro “Con la schiena dritta”, prodotto a Scampia da Marotta & Cafiero, è lo spunto principale di dibattito con i giovani con un prima e dopo l’assassinio di Giancarlo.

“Bisogna sapere da che parte schierarsi, non esistono vie di mezzo, poiché anch’esse rappresenterebbero la parte sbagliata, la Camorra esiste, ed è molto più vicina ad ognuno di noi di quanto si possa pensare. Credo che tutti in questa aula conosciamo la motivazione dell’assassinio di mio zio, una ferita che continua a sanguinare nella nostra famiglia, “la colpa” di Giancarlo fu di aver realizzato quel famoso e fatale articolo dove ricostruì la verità dell’arresto del boss Gionta. Il nostro compito è di fare tutti la nostra parte ed il nostro dovere, non solo per omaggiare e tenere vivo il ricordo di Giancarlo, bensì per assicurare a voi giovani una società sana, consapevole e responsabile”.

Il successivo intervento del giornalista Nello Mazzone, nonché Responsabile della gestione dei beni confiscati del comune di Quarto, accende le luci sulla società e sulle faide di camorra degli anni ottanta.

“Ricordo bene quei periodi, essendomi occupato di cronaca e vi assicuro che questo territorio seppur lontano da Giancarlo, fu strettamente legato al suo omicidio. Quarto è stata sotto scacco della Camorra maranese, ovvero i mandanti insieme a Cosa Nostra della morte di Giancarlo, e in quegli anni il Clan Polverino rappresentava una forza devastante.

Il mio percorso professionale è stato certamente influenzato e segnato dalla vicenda Siani, nonostante fossi poco più che adolescente, ed oggi ritrovarmi ad avere l’onore di restituire ad un territorio vessato in quegli anni bui, dei beni sottratti alla criminalità, restituisce un po’ di giustizia anche a Giancarlo”.

Da sottolineare l’intervento del rappresentante di Istituto, Francesco Pio De Fenza, che ormai giunto al termine del proprio percorsi di studi, prossimo al diploma, richiede formalmente di intitolare la palestra a tutte le vittime innocenti di mafia e camorra, esortando i propri coetanei a prendere coscienza che nessuno regalerà loro nulla, senza la reale partecipazione alla vita sociale della comunità.

I cittadini quartesi hanno adottato da anni la figura di Giancarlo Siani come simbolo di legalità e di coraggio, tanto da avere intitolato al giornalista prematuramente scomparso, un bene confiscato, ovvero Casa Mehari, un plesso scolastico, ed un Parco pubblico da poco inaugurato, oltre alle costanti iniziative dedicate, quali promozioni di libri, dibattiti e docufilm, per farsi che quella vita spezzata dalle mani criminali della camorra e le sue idee proseguano a camminare sulle gambe e nei cuori di ognuno di noi.

Il giornalismo rappresenta una missione, una passione messa al servizio dei cittadini per raccontare la verità senza dover mai calare il capo dinanzi a nessuno.

 

Ettore Corrado

 

 

 

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