Napoli, il fascino senza tempo della dama: il gioco che insegna a pensare

Mar 9th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca di Napoli

Nel mondo di oggi, dominato da smartphone, social network e stimoli continui, esistono ancora luoghi in cui il tempo rallenta e la mente torna protagonista. Uno di questi è la scacchiera della dama, un gioco antico che continua a insegnare concentrazione, strategia e pazienza. Proprio con questo spirito si è svolto a Napoli il Secondo Trofeo Partenope – Gara Nazionale di Dama Italiana, valida per la Coppa Italia due stelle, organizzato dall’ASD Circolo Damistico Partenope. L’evento si è tenuto sabato 7 e domenica 8 marzo negli spazi della chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, trasformata per due giorni in un punto d’incontro per appassionati provenienti da diverse regioni d’Italia.

La competizione era aperta a tutti i tesserati della Federazione Italiana Dama (FID) e ha visto la partecipazione di numerosi giocatori suddivisi in tre gruppi di gioco: gli esperti, guidati anche da grandi maestri, i provinciali e iragazzi. Una formula pensata per coinvolgere sia i campioni affermati sia chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante sport della mente. La dama è uno dei giochi più antichi della storia. Le sue origini risalgono a oltre quattromila anni fa, quando in alcune civiltà del Medio Oriente e dell’Egitto si praticavano giochi di strategia molto simili. Nel corso dei secoli la dama si è diffusa in tutta Europa, assumendo diverse varianti fino ad arrivare alla dama italiana, oggi riconosciuta come disciplina sportiva dalla Federazione Italiana Dama.

Non si tratta solo di un passatempo: la dama è una vera palestra per il cervello. Ogni mossa richiede riflessione, previsione delle conseguenze e capacità di controllo emotivo. In un’epoca in cui i giovani sono spesso assorbiti dai telefoni cellulari, questo gioco potrebbe rappresentare una valida alternativa educativa, capace di stimolare la mente e insegnare valori importanti come pazienza, concentrazione e rispetto dell’avversario.

Tra i protagonisti della manifestazione c’era anche il Maestro Giovanni Amodeo, proveniente da Messina, uno che pian piano si sta facendo  apprezzare nel panorama damistico italiano.

«La dama ti dà serenità – ha spiegato Amodeo – perché ti costringe a fermarti, a pensare prima di agire. È un gioco che allena la mente ma allo stesso tempo rilassa. Per i giovani potrebbe diventare un vero punto di riferimento: insegna la calma, la riflessione e il valore delle scelte».

Il maestro sottolinea anche l’importanza degli eventi come il Trofeo Partenope: «Manifestazioni come questa sono fondamentali perché permettono ai ragazzi di avvicinarsi alla dama e di confrontarsi con giocatori più esperti. È così che nasce la passione».Il gruppo assoluto vede vincitore: il gran maestro Mario Fero, seguito da Negrone Luciano, Maijnelli Michele, De Grandis Marco, Gitto Francesco, Signorini Diego e Amodeo Giovanni. Al secondo gruppo: Corrado Gennaro, Cappuccio Salvatore, Iacovelli Luca. Al terzo gruppo: Presicce Steven, Troisi Cesare Augusto, Di Lucia Vincenzo.

Il Trofeo Partenope ha rappresentato non solo una competizione sportiva, ma anche un momento di aggregazione culturale e sociale. Tra una partita e l’altra, i partecipanti hanno condiviso analisi delle partite, consigli tecnici e racconti di tornei passati, dimostrando come la dama sia anche comunità e amicizia.

In un mondo sempre più veloce e digitale, la dama continua a ricordarci il valore del pensiero lento e della strategia. E forse proprio per questo, oggi più che mai, può diventare uno strumento prezioso per le nuove generazioni: un modo per staccarsi dallo schermo, allenare la mente e riscoprire il piacere di pensare.

Mario Ciotola

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