Gino Rivieccio racconta il mondo con ironia nel libro
Mag 9th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca di NapoliChe io sappia, non so
Questa mattina al teatro Diana di Napoli presentato il libro di Gino Rivieccio, tra aforismi, battute e riflessioni leggere ma pungenti, L’autore torna in libreria con Che io sappia, non so. Cordata di minime e massime senza tempo, un volume che raccoglie il meglio del suo umorismo e della sua capacità di osservare la realtà con occhio critico e divertito. Attore, autore e volto storico della comicità italiana, Rivieccio costruisce un libro che assomiglia a una lunga conversazione con il lettore: ironica, intelligente e mai banale. Le pagine scorrono tra pensieri fulminanti, frecciate satiriche e riflessioni nate sia dall’esperienza teatrale sia dai social, dove negli ultimi anni il comico napoletano ha conquistato un pubblico sempre più vasto grazie ai suoi post brillanti. Il titolo stesso, Che io sappia, non so, sintetizza perfettamente lo spirito dell’opera: autoironia, leggerezza e consapevolezza dei paradossi del nostro tempo. Rivieccio osserva la quotidianità, la politica, i piccoli disagi moderni e le contraddizioni della società contemporanea con lo stile diretto e immediato che da sempre caratterizza la sua comicità. Il libro non è un romanzo tradizionale, ma una raccolta di “minime e massime”, brevi testi capaci di strappare un sorriso e, allo stesso tempo, invitare alla riflessione. Tra una battuta e l’altra emerge infatti una critica lucida verso un mondo spesso dominato da superficialità, caos e incoerenze.
Dal punto di vista stilistico, l’opera mantiene il ritmo tipico del cabaret: frasi rapide, intuizioni improvvise e giochi linguistici che rendono la lettura piacevole e dinamica. È un libro che può essere aperto in qualsiasi momento, letto a piccoli frammenti e gustato lentamente, proprio come una raccolta di pensieri da tenere sempre a portata di mano. La pubblicazione conferma ancora una volta il talento di Gino Rivieccio nel trasformare l’umorismo in uno strumento di osservazione sociale. Dietro la leggerezza delle sue battute si nasconde infatti una riflessione più profonda sul nostro modo di vivere e comunicare. Che io sappia, non so si rivolge soprattutto agli amanti della comicità intelligente e agli storici fan dell’artista napoletano, ma anche a chi cerca una lettura agile, ironica e capace di alleggerire le tensioni quotidiane senza rinunciare alla sostanza. Un libro che diverte, fa pensare e conferma come l’ironia, quando è autentica, resti uno dei modi più efficaci per raccontare il presente.


