La Fenice teatro cultura porta in scena Avendo, potendo, pagando: quando la finzione racconta verità

Mag 8th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Spettacoli e Cultura

La Fenice Teatro Cultura torna in scena con Avendo, Potendo, Pagando, lo spettacolo che nel 2010 segnò l’inizio

della loro storia. Alla guida Roberto Arabiano, attore, regista e Presidente dell’associazione. La compagnia, nata

nel 2010, è cresciuta con lui: da un solo spettacolo all’anno a quattro produzioni, da un piccolo gruppo a una

realtà che conta quaranta membri, molti dei quali arrivati dai laboratori scolastici che ha fondato. «Questa

associazione è nata per i giovani. Lo faccio per loro», afferma, per coltivare una generazione che rischia di non

conoscere più il valore della cultura. Il suo sguardo non nasconde una certa preoccupazione per il presente: «Il

livello culturale si è abbassato». Il teatro, dice, non è solo risata: è voce del popolo, protesta, coscienza, è quel

sorriso che non è mai solo leggerezza, ma anche riflessione. Nei suoi lavori c’è sempre un momento in cui la

scena si avvicina al pubblico, lo tocca, lo scuote con l’intento preciso di eliminare la distanza e far sentire allo

spettatore il peso delle emozioni. Dietro le quinte, prima di ogni debutto, c’è un rituale che non cambia: “merda,

merda, merda”, il momento in cui la compagnia si compatta e diventa famiglia. È lì che ci si sente vivi, ed è lì che

si misura la forza di un gruppo cresciuto insieme. Avendo, potendo, pagando è lo spettacolo con cui tutto è

iniziato, riproposto per chiudere un cerchio con una maturità diversa. Uno spettacolo che fa leva sui silenzi, silenzi

che diventano metamorfosi: cambi di atteggiamento, verità non dette, tensioni che esplodono senza parole. Il

messaggio che vuole lasciare allo spettatore è chiaro: scegliere di essere buoni è la strada più impegnativa, quella

che richiede coraggio e fatica, mentre imboccare la via della cattiveria è infinitamente più semplice. Per Arabiano

la cattiveria non è un istinto, ma una decisione consapevole. Si sceglie di essere cattivi, e chi percorre quella

strada spesso non si riconosce tale: al contrario, si percepisce dalla parte del giusto. Nel testo, il protagonista

attraversa una metamorfosi non solo drammaturgica ma etica: sfiora la vendetta, poi sceglie il bene. Una scelta

che nella vita reale pochi avrebbero il coraggio di compiere. La Fenice teatro cultura propone un teatro che non

cerca di rassicurare, ma di mettere in discussione, di approfondire, un teatro che apre a possibilità. In un mondo

dominato dalla velocità, dalla fretta, in cui tutto deve essere immediato, aggiornato, consumato e dimenticato,

Roberto rivendica il valore della lentezza: il teatro costringe a fermarsi. A riprovare. A sbagliare. A mettersi in

discussione. Rappresenta una delle poche esperienze che impongono un ritmo diverso: entrare in sala significa

sospendere la corsa quotidiana, lasciare fuori notifiche, urgenze, distrazioni. Il teatro chiede attenzione, ascolto,

presenza. Costringe a restare dentro un tempo che non si può accelerare né mettere in pausa e proprio per

questo ogni gesto, ogni pausa, ogni silenzio hanno un peso. Rallentare è un lusso, una forma di ricchezza.

Avendo, Potendo, Pagando andrà in scena al Teatro De Rosa di Frattamaggiore il 16 maggio alle 20:30 e il 17

maggio alle 18:30, la Commedia in tre atti di Gaetano di Maio e Nino Taranto, con aiuto alla regia Marco Blocco e

assistenza alla regia Giuliana Caruso. Appuntamento immancabile per godere di una serata leggera e spensierata

perchè il teatro ha una forza terapeutica tutta sua e permette di tornare a casa più ricchi.

Carmela Papa


 

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