Quando l’amaro non è in bottiglia: il retrogusto delle illusioni
Giu 5th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca Nazionale
C’è un tipo di amaro che non vendono in bottiglia. Non è il Jefferson, non è lo Jagermaister.
È l’amaro in bocca. Quello che non ha il retrogusto degli agrumi di Sicilia o delle bacche di ginepro raccolte a piedi nudi tra le colline toscane. È quello che ti resta quando capisci di essere stata scansionata come un codice a barre per capire cosa ricavarne. Ma l’amaro in bocca passa, soprattutto quando ti rendi conto che, in fondo, a mancarti è l’idea che avevi costruito nella tua mente. È come quel vestito che desideravi da tempo e trovi finalmente in
saldo, ma una volta indossato scopri che non ti sta come volevi, perchè non ti valorizza, non ti fa brillare, ma tu insistevi perchè l’immaginazione è più seducente della realtà. Il suosguardo era lo stesso che si riserva alle offerte del supermercato: interessante, ma solo se conveniente. Se è 2×1. Tu, invece, eri lì a offrire l’inci leggibile, senza additivi né trucchi di
marketing, il prodotto premium ecosostenibile, biologico, con un packaging impreziosito. Ma ciò che interessava era solo lo sconto, non la qualità. E così si finisce per essere usate come si usa il Wi-Fi del bar: veloce, comodo, senza password. Finchè all’improvviso ti svegli e ti rendi conto che è arrivato il momento di cambiarla. E questa volta è lunga, complessa, con
caratteri speciali e soprattutto non per tutti. La verità è che nel mercato emotivo dominato dall’algoritmo della convenienza, chi investe qualità sembra sempre fuori posto, ma essere trattata come un’offerta non dice nulla sul tuo prodotto, dice molto sul suo acquirente. La soluzione è semplice: non si deve abbassare il prezzo, ma cambiare pubblico. È il clichè della società moderna, incasellare la donna in base a ciò che può offrire: supporto, ascolto,
presenza, disponibilità. Quasi come se fosse un servizio sempre attivo e in maniera robotica bastasse schiacciare sul pulsante e decidere che gusto della bibita scegliere: frizzante, calmante, energizzante. La profondità, nell’era delle emozioni usa e getta, è un lusso fuori moda, un capo vintage dimenticato in fondo all’armadio. In un mondo che spinge ad essere leggera, sostituibile, accomodante, restare integra è un atto rivoluzionario: senza sconti, senza
coupon e svendite promozionali perchè il valore non si negozia, si riconosce. E alla fine, l’amaro è un ottimo disinfettante. Brucia, sì, ma pulisce.
Carmela Papa


