14 giugno 2026 – XI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Giu 11th, 2026 | Di cciotola | Categoria: ReligioneLa Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale
a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV
“Come pecore senza pastore” (Mt 9,36)
Oggi il Vangelo (Mt 9,36; 10,
ci invita a guardare con attenzione al cuore della nostra fede: la compassione di Gesù per le folle. Matteo ci racconta che “vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Mt 9,36). Immaginiamo questa scena: migliaia di persone nel deserto della vita quotidiana, affaticate, smarrite, bisognose di guida e di speranza. Non è forse lo stesso che accade nelle nostre città, nei nostri quartieri, nelle nostre comunità? Molti cercano un senso, un appoggio, un pastore capace di indicare la via.
Gesù non si limita a osservare: agisce. Egli sceglie dodici uomini, li chiama a sé e li invia in missione.
Li equipaggia con un potere straordinario: guarire, purificare, liberare e li incarica di predicare che “il Regno dei cieli è vicino” (10,7). Ma c’è un dettaglio fondamentale: tutto ciò che ricevono, lo devono dare gratuitamente. La missione cristiana non è un commercio, non è una ricerca di potere o successo. È servizio autentico, gratuito, disinteressato.
Questa chiamata non riguarda solo gli Apostoli: riguarda ciascuno di noi. La missione della Chiesa continua oggi nei vescovi e nei sacerdoti, ma anche in ogni cristiano. Ciascuno può essere “operatore” nella messe del Signore: in famiglia, sul lavoro, a scuola, nei media, nel volontariato, nei gesti concreti di vicinanza verso chi soffre. San Giustino Maria Russoillo ci ricorda che ogni cristiano, come una pianta viva, è chiamato a dare frutto “secondo la qualità, lo stato e la vocazione» che ha ricevuto. Nessuno è escluso.
La Prima Lettura (Es 19,2-6a) ci ricorda che il popolo di Israele fu chiamato a essere “regno di sacerdoti e nazione santa” (Es 19,6). Oggi, questa chiamata si estende a noi: siamo scelti per testimoniare l’amore di Dio nel mondo.
La Seconda Lettura (Rom 5,6-11) sottolinea che Gesù Cristo è morto per noi mentre eravamo ancora peccatori (Rm 5,8). Non dobbiamo guadagnarci l’amore di Dio: lo riceviamo gratuitamente, come dono… e questo dono ci spinge a donarlo a nostra volta.
Allora, guardare il mondo con compassione come Gesù è la chiave per vivere la nostra fede. È facile restare indifferenti di fronte alle difficoltà degli altri; Papa Francesco ci ammonì, quando disse: “L’indifferenza dei cristiani fa male ai bisognosi”. Ma il Vangelo ci chiama a rompere l’indifferenza, a non restare passivi di fronte alle ferite del mondo, a condividere la speranza che abbiamo ricevuto.
Oggi, dunque, siamo invitati a chiederci: come posso essere “pastore” nel mio piccolo, nel mio quotidiano? Come posso portare conforto a chi è smarrito, forza a chi è debole, gioia a chi è stanco? La risposta non è complessa: è fatta di gesti concreti, di parole di speranza, di attenzione agli altri. È il messaggio di Gesù che, guardando le folle, ha sentito compassione e ha scelto di agire.
Per questo, la nostra vita diventi così un luogo dove il Regno di Dio si manifesta, un luogo dove la compassione e la misericordia non restano solo parole, ma azioni quotidiane. “Avete ricevuto gratuitamente; date gratuitamente” (Mt 10,8): questa è la nostra missione, oggi e sempre.
Buona domenica.


