26 luglio 2026 – XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Lug 24th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca NazionaleLa Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale
a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV
“Un tesoro nascosto nel campo; un mercante che va in cerca di perle preziose”
(cf. Mt 13, 44-46)
Le letture di questa domenica ci conducono tutte verso una domanda fondamentale: che cosa chiediamo davvero a Dio? E che cosa consideriamo il vero tesoro della nostra vita?
Nella prima lettura (1Re 3,5.7-12) incontriamo Salomone, giovane e inesperto, chiamato a governare un popolo grande. Dio gli apre una possibilità sorprendente: “Chiedimi ciò che vuoi” (v. 5). Non chiede potere, né successo, né sicurezza. Chiede un cuore docile, capace di discernere il bene dal male. È una preghiera umile e concreta: desidera comprendere, non dominare. E proprio questa richiesta piace al Signore, che gli dona sapienza.
Questa pagina ci interroga. Spesso siamo abituati a presentare a Dio domande legate ai nostri bisogni immediati - legittimi, certo -ma raramente chiediamo la capacità di capire, di giudicare con giustizia, di vivere con profondità. La sapienza, ci dice la Scrittura, è il vero dono che orienta tutti gli altri.
Il Salmo 118 risponde con un canto d’amore alla legge del Signore: più preziosa dell’oro, più luminosa di ogni ricchezza. Non si tratta di un insieme freddo di regole, ma di una parola che illumina e consola. Quando la Parola diventa guida, la vita trova una direzione.
San Paolo, nella seconda lettura (Rom 8,28-30), aggiunge una prospettiva di fiducia: “Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio” (v. 28). Non è una promessa ingenua che cancella la fatica o il dolore, ma la certezza che la nostra storia non è abbandonata al caso. Dio intreccia anche le pieghe difficili della vita dentro un disegno di bene, orientato a renderci simili al suo Figlio. Questa è la speranza cristiana: sapere che la nostra esistenza ha un senso più grande di ciò che vediamo.
Il Vangelo (Mt 13,44-52) raccoglie e illumina tutto con le immagini del tesoro nascosto e della perla preziosa. Gesù parla di uomini che scoprono qualcosa di talmente grande da vendere tutto il resto per ottenerla. Il Regno di Dio - cioè l’incontro con Lui -non è un’aggiunta tra tante, ma il centro che dà valore a tutto. Non è un obbligo imposto: è una scoperta che riempie di gioia e cambia le priorità.
A volte questo tesoro lo si trova quasi per sorpresa; altre volte lo si cerca con passione, come il mercante delle parabole. In entrambi i casi, la logica è la stessa: ciò che è autenticamente prezioso merita una scelta, richiede libertà interiore, domanda di lasciare ciò che è superficiale per accogliere ciò che resta.
E allora il messaggio che oggi ci raggiunge è chiaro. Chiedere a Dio un cuore sapiente, lasciarsi guidare dalla sua parola, fidarsi del suo disegno e cercare il suo Regno: non sono aspetti separati, ma un unico cammino. Significa vivere con lo sguardo rivolto a ciò che conta davvero.
In un tempo in cui tante cose competono per attirare la nostra attenzione, il Vangelo ci invita a guardarci dentro, a scendere nella profondità del cuore. È lì che il tesoro si nasconde. Non nelle soddisfazioni fugaci, non nelle conquiste esteriori, ma nell’incontro con Dio che dà pienezza e pace.
Chiediamo dunque anche noi - con semplicità - ciò che chiese Salomone: un cuore capace di ascoltare.
E chiediamo la grazia di riconoscere il tesoro quando lo incontriamo, di custodirlo e di scegliere, con gioia, ciò che conduce alla vita vera.
Buona domenica.


