Napoli, il sindaco assente e una maggioranza che si sfalda: il Consiglio comunale lancia un segnale politico preoccupante
Lug 26th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca di NapoliNAPOLI – Un’aula quasi deserta, una maggioranza che non riesce a garantire il numero legale e il sindaco Gaetano Manfredi ancora assente. È questa l’immagine che arriva dall’ultima seduta del Consiglio comunale di Napoli, un episodio che va ben oltre il semplice incidente di percorso e che apre una riflessione sullo stato di salute della coalizione che governa Palazzo San Giacomo. La coalizione che sostiene il sindaco può contare, sulla carta, su una maggioranza schiacciante: circa 30 consiglieri su 41. Eppure, nella seduta in seconda convocazione, in aula erano presenti soltanto 13 consiglieri di maggioranza, un dato che ha impedito il regolare svolgimento dei lavori e ha certificato una evidente difficoltà politica. Secondo quanto riportato da diversi organi di informazione, il Consiglio è venuto meno proprio per l’assenza del numero necessario, mentre il sindaco risultava assente per la seconda seduta consecutiva. A colpire non è soltanto il dato numerico, ma anche il valore simbolico della vicenda. Da tempo, infatti, tra i banchi della giunta è diventata quasi un’immagine ricorrente quella della borsa dell’assessore Teresa Armato, lasciata sul banco dell’esecutivo, mentre il posto destinato al sindaco resta vuoto. Una circostanza che, al di là dell’ironia con cui viene commentata negli ambienti politici, finisce per alimentare le critiche di chi lamenta una presenza sempre meno incisiva del primo cittadino nei momenti più importanti della vita consiliare. Naturalmente l’assenza del sindaco, di per sé, non determina l’illegittimità di una seduta. Tuttavia, sul piano politico, la partecipazione ai lavori del Consiglio rappresenta un segnale di attenzione verso l’assemblea elettiva e verso le forze che sostengono l’amministrazione. Quando, invece, a mancare sono contemporaneamente il sindaco e una parte consistente della sua maggioranza, il messaggio che arriva all’esterno è quello di una coalizione in difficoltà. Il problema assume un rilievo ancora maggiore considerando che Napoli affronta una fase particolarmente delicata: le grandi opere finanziate dal PNRR, la gestione della mobilità, il turismo, le periferie, il patrimonio immobiliare comunale e le emergenze sociali richiedono un’amministrazione compatta e un Consiglio comunale pienamente operativo. L’episodio potrebbe essere liquidato come una semplice assenza estiva. Ma quando una maggioranza definita “bulgara” non riesce a garantire nemmeno il numero minimo dei propri consiglieri durante una seconda convocazione, è inevitabile interrogarsi sulla tenuta politica dell’alleanza che sostiene il sindaco. Le opposizioni parlano già di una maggioranza che “va a pezzi”, mentre dalla coalizione di governo ci si attende una risposta capace di dimostrare che si è trattato soltanto di un episodio occasionale e non del sintomo di un progressivo logoramento politico. La città, intanto, aspetta risposte. Perché il Consiglio comunale rappresenta il luogo della democrazia cittadina e il confronto politico non può trasformarsi in un’aula semivuota. I napoletani hanno diritto a istituzioni presenti, funzionanti e capaci di affrontare le sfide quotidiane con responsabilità e continuità.
Mario Ciotola


