Gaiola, la villa sull’isolotto torna a vivere: nasce “Stamm”, il nuovo presidio per il mare
Ago 8th, 2026 | Di cciotola | Categoria: AmbienteUn centro dedicato al monitoraggio dell’ambiente costiero sorgerà nella storica villa dell’isolotto. Dopo oltre quarant’anni recuperati facciate, coperture, giardini e alcuni spazi interni
La Gaiola aggiunge un nuovo tassello al percorso di tutela e valorizzazione del suo patrimonio naturale e storico. Nella storica villa che domina uno degli isolotti dell’area marina protetta nascerà infatti “Stamm”, la nuova Stazione ambientale di monitoraggio marino. Il nome non è casuale. L’acronimo richiama infatti anche il verbo napoletano “stamm”, cioè “stiamo”, “restiamo”. Un modo per sottolineare la volontà di presidiare nel tempo un tratto di costa straordinario ma particolarmente delicato, attraverso attività scientifiche, monitoraggio e divulgazione.
L’avvio definitivo della stazione è previsto per la prossima primavera. La struttura, raggiungibile dalla costa attraverso il caratteristico collegamento con barchetta-teleferica, sarà trasformata in un vero e proprio punto di osservazione sull’ecosistema marino e costiero del Mediterraneo. Il progetto è stato seguito dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola, ente gestore del Parco sommerso, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni archeologici e paesaggistici di Napoli. Il cantiere è partito nel 2023 grazie alle risorse ottenute attraverso il bando Ambiente della Fondazione CON IL SUD. Un intervento che ha consentito di riportare all’attenzione uno degli edifici più suggestivi e conosciuti del panorama costiero napoletano, rimasto per oltre quarant’anni in condizioni di abbandono. La villa è da sempre circondata da un alone particolare. Nel corso degli anni è stata raccontata, osservata dal mare e dalla terraferma e citata anche da viaggiatori e scrittori, tra cui Norman Douglas. A pesare sulla sua immagine sono state soprattutto le numerose storie legate alla presunta “maledizione” della Gaiola, alimentata dalle vicende sfortunate attribuite ad alcuni dei suoi proprietari. Oggi, però, quella narrazione sembra lasciare spazio a una storia completamente diversa: quella del recupero e della restituzione alla collettività. La prima fase dei lavori ha interessato diversi elementi della villa. Sono stati completati gli interventi sulla facciata e sulle coperture, insieme al recupero degli spazi verdi esterni e di alcuni ambienti situati al piano terra. Il risultato è quello di una struttura che torna progressivamente alla sua originaria dignità e che, nelle intenzioni dei promotori, non dovrà essere soltanto restaurata, ma anche nuovamente vissuta. Alla presentazione dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, il direttore del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola, Maurizio Simeone, la soprintendente Rosalia D’Apice, il presidente della Fondazione CON IL SUD Stefano Consiglio, l’ammiraglio Giuseppe Aulicino, la dirigente del settore Parchi della Regione Campania Mariarosaria Della Rocca e il delegato del Ministero dell’Ambiente Piero Barani. A completare il progetto sarà la dotazione tecnologica messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente. Le apparecchiature consentiranno di utilizzare la villa come una vera stazione scientifica dedicata allo studio dell’ambiente marino e costiero. L’obiettivo è costruire un presidio permanente capace di unire ricerca, controllo delle condizioni ambientali, protezione dell’ecosistema e divulgazione scientifica. La struttura sarà inoltre pensata per essere aperta al pubblico, creando un collegamento diretto tra il mondo della ricerca e cittadini, visitatori e appassionati. La rinascita della villa diventa così parte di un progetto più ampio che punta a fare della Gaiola non soltanto una delle aree marine più suggestive della Campania, ma anche un luogo dove la conoscenza dell’ambiente diventa uno strumento concreto di tutela. «È un altro passaggio fondamentale – ha sottolineato Maurizio Simeone – nel percorso di valorizzazione di un luogo unico della nostra città, iniziato 24 anni fa con l’istituzione del Parco sommerso di Gaiola». Un percorso che oggi compie un ulteriore passo in avanti. Dopo anni di abbandono, infatti, un altro angolo della costa napoletana torna a essere protagonista. E lo fa con una nuova vocazione: osservare, studiare e proteggere il mare che circonda la Gaiola.


