Lollobrigida vola sul ghiaccio, i titoli volano… a casa

Feb 12th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Scuola e Giovani

Francesca Lollobrigida vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 conquistando il titolo nei 3000 metri di pattinaggio nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno.

La vittoria avrebbe potuto essere raccontata per quello che è: un traguardo sportivo di altissimo livello, frutto di talento, disciplina e dedizione. E invece no. Puntuali come il traffico del lunedì mattina, arrivano i titoli: “mamma d’oro”, “oro di mamma”. 

È l’ennesima dimostrazione che, anche quando una donna fa qualcosa di straordinario, si èsempre pronti a riportarla nel recinto rassicurante del ruolo tradizionale che le è stato assegnato, come se l’impresa agonistica fosse solo un simpatico spin-off della vita domestica. È un meccanismo ricorrente: quando un uomo vince, è un atleta, un campione, un professionista. Quando una donna vince, è spesso una “mamma che ce l’ha fatta’. Si tratta di riconoscimento. Le parole che scegliamo per raccontare un’impresa contribuiscono a modellare l’immaginario collettivo. Se continuiamo a descrivere le atlete come “mamme”, “ragazze”, “femmine”, “belle”, “dolci”, stiamo implicitamente dicendo che la loro identità sportiva non basta da sola.

E questo pesa. Pesa sulla percezione pubblica, pesa sulle giovani che si avvicinano allo sport, pesa sulla dignità professionale delle atlete. Perché se ogni volta che una donna vince dobbiamo ricordare che è anche madre, allora quando un uomo vince dovremmo ricordare che è anche padre. Ma guarda caso, non succede mai.

Francesca Lollobrigida merita di essere raccontata per ciò che ha fatto sul ghiaccio: la potenza, la tecnica, la strategia, la capacità di competere ai massimi livelli. Se poi vorrà parlare della sua vita privata, sarà una scelta sua, ma non può essere la lente obbligatoria attraverso cui la si guarda. Riconoscere questo non significa negare la maternità, ma liberarla dall’obbligo di essere la cornice narrativa di ogni successo femminile. Perché non c’è nulla di sbagliato nell’essere madre; c’è qualcosa di profondamente stridente, invece, nel trasformare la maternità in un filtro obbligatorio attraverso cui leggere ogni successo femminile. Francesca Lollobrigida ha vinto un oro. Punto. Non un oro “nonostante”, non un oro “in quanto”, non un oro “oltre a”. Un oro. E dovrebbe bastare. Deve bastare. Ha vinto l’oro, ma qualcuno vuole sapere se ha steso i panni se ha preparato la cena? Viene da sperare che pattini più veloce di certi stereotipi e che li lasci definitivamente sul ghiaccio, a guardarla da lontano mentre si prende tutto lo spazio che merita.

 

Carmela Papa

Lascia un commento

Devi essere Autenticato per scrivere un commento