25 aprile: memoria, libertà e responsabilità collettiva
Il 25 aprile è una delle ricorrenze civili più importanti del Paese: è il giorno in cui l’Italia ricorda la fine dell’occupazione nazista e la caduta del fascismo nel 1945, il giorno in cui l’Italia torna a misurarsi con le proprie radici democratiche. Ogni anno, la Liberazione riporta al centro del dibattito pubblico e della memoria collettiva il coraggio di chi scelse di opporsi alla dittatura e di difendere la libertà quando farlo significava rischiare tutto. Non si tratta di una tematica da lasciare racchiusa nelle pagine dei libri di scuola, è memoria viva, che si rinnova ogni volta che qualcuno sceglie di non voltarsi dall’altra parte di fronte all’ingiustizia. Oggi l’intero Paese - piazze, scuole, teatri, associazioni - ricorda che la libertà è un bene che esiste solo se viene esercitato, difeso e alimentato attraverso la partecipazione attiva. Diverse le iniziative che restituiscono eco alla Resistenza. A Napoli la memoria si intreccia con l’arte: performance teatrali, mostre fotografiche e incontri con storici e testimoni raccontano come la libertà sia nata dal coraggio di persone comuni, spesso invisibili, ma decisive. L’Italia celebra l’81º anniversario della Liberazione quest’anno con una rete fittissima di iniziative da nord a sud. A Roma il Presidente della Repubblica partecipa alla cerimonia all’Altare della Patria, mentre in molte piazze della capitale risuonano canti partigiani e letture pubbliche. Il Ministero della Cultura ha disposto l’apertura gratuita di musei e siti archeologici statali, trasformando il 25 aprile anche in un’occasione di partecipazione culturale, in cui i visitatori possono accedere liberamente ai luoghi della storia e dell’arte.“Viva l’Italia che resiste” è lo slogan scelto da ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e CGIL, Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Come ricorda l’insigne giurista, politico e antifascista italiano, padre costituente e maestro di procedura civile, figura chiave della Resistenza, Piero Calamandrei, che contribuì alla redazione della Costituzione repubblicana: “la libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Celebrare il 25 aprile non significa rivolgere lo sguardo solo al passato, ma agire concretamente sul presente. La libertà non è semplicemente un diritto politico, ma un valore che attraversa la vita quotidiana: libertà di pensiero, di parola, di scelta. In un tempo segnato dal riemergere di disuguaglianze e tensioni sociali, la memoria della Resistenza ricorda che la democrazia vive soltanto se è partecipata, consapevole e solidale. Oggi si celebrano la democrazia, la Costituzione e il valore della libertà come responsabilità collettiva, rinnovando l’impegno ogni giorno. Come ricordava Nilde Iotti, Madre Costituente e prima donna Presidente della Camera, “se per la libertà non c’è spazio, non c’è spazio nemmeno per la dignità umana”.
Carmela Papa


