Manuale d’uso per aggiornamento del software rosa

Set 20th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca Nazionale

 

Quando una donna rifiuta delle avances o delle attenzioni accade spesso che il suo rifiuto venga travisato. ‘Fa la preziosa’, ‘se la tira’. In realtà questa è la chiave di lettura di chi resta a galla, in superficie, senza andare in profondità. Si tratta semplicemente di mettere confini. È una scelta. È autodeterminazione. Consapevolezza. Il modo in cui quel ‘no’ venga decodificato, spiegato, smontato e reinterpretato toglie legittimità alla libertà individuale. Troppe volte, ancora oggi, nel terzo millennio, la donna viene vista incompleta senza un uomo, come se questo la definisse. Capita anche al lavoro: prima domanda, ‘è sposata/fidanzata/impegnata?’ Ma che attinenza haquesto col ruolo che si deve ricoprire? Aggiunge mansioni, qualifiche o skills di cui alcune non sono a conoscenza? La verità è che molti non hanno ancora aggiornato il software: leggono la donna come se fosse un vecchio modello di narrativa romantica, quello in cui lei è sempre in attesa, sempre disponibile, sempre pronta a compiacere. Spoiler: quel modello è fuori produzione da anni. E quando una donna dice “sto bene da sola”, si apre il processo di analisi diagnostica non richiesto: “È traumatizzata”, “non si fida”, “non ha incontrato quello giusto”. Mai una volta che qualcuno pensi la cosa più semplice: sta davvero bene da sola. Una donna che ha abitudini, disciplina, progetti e ritmi abituali non aspetta che qualcuno la prenda per mano e la conduca alla destinazione prefissata. Cammina da sola. E questo, oggi, spaventa. Una donna che non cerca approvazione, che non si definisce attraverso uno sguardo maschile per sentirsi validata, che conosce il proprio valore e non è in competizione con nessun altro al di fuori di se stessa, manda in crisi l’immaginario collettivo che è stato educato a vederla a metà, non intera, ma una figura pensata per avere qualcuno accanto, come se la sua esistenza avesse senso solo in relazione a chi le è vicino e non una persona con un’identità che esiste per stare al centro della propria vita. La libertà femminile non è mancanza, è una forma piena di presenza. Alone non è sinonimo di lonely. La solitudine che spaventa gli altri non è la sua, ma dell’incapacità di immaginare una donna che appartiene prima di tutto a se stessa. 

E allora ecco che il suo “non mi interessa” diventa “si sente superiore”, il suo “non ho tempo” diventa “fa la difficile”, il suo “sto bene”, viene letto come “non è sincera”, il suo “non voglio” come “non sa cosa vuole”. Non si tratta di essere superiori, ma consapevoli. Non difficili o fredde, ma impegnate nella propria crescita. E questa crescita, questa autonomia, la società non le ha ancora normalizzate. Una donna del genere rompe uno schema antico, un pattern che si ripete e chi rompe gli schemi, spesso, viene travisato. Essere travisate, allora, non è una colpa, ma il sintomo di un cambiamento culturale in corso.

 

Carmela Papa 

 

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