Riconoscere il Burnout: fermarsi, ascoltarsi, scegliersi
Set 28th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Salute, sanitàArrivano momenti in cui ci si sveglia e ci si rende conto che qualcosa non va. Un giorno, due, poi tre. Non è tristezza, non è dolore, è qualcosa di più sottile, di più profondo. È un particolare tipo di stanchezza che non passa col semplice riposo, con una bella dormita, con quel weekend libero. È come se attorno tutto procedesse, continuasse ad andare, ma non si avesse più la forza di stare al passo. Come se il mondo continuasse a chiedere e non ci fosse più niente da dare. Il burnout inizia così: in silenzio. Il Burnout, che letteralmente significa ‘bruciarsi’, riconosciuto dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanitàcome sindrome di esaurimento psicofisico ed emotivo legata allo stress cronico. Si sviluppa gradualmente, quando le richieste superano le capacità di recupero della persona. Non è semplice stanchezza passeggera, ma una condizione profonda che porta a un distacco dalla propria attività, è un collasso progressivo delle risorse emotive, mentali e fisiche. La società che spinge ad essere sempre performanti, che ancora fatica a riconoscere l’importanza della salute mentale e della figura dello psicoterapeuta, spesso sottovaluta gli effetti del burnout sulla salute psicologica e fisica. Negli ultimi tempi si registra una rapida crescita: secondo il Rapporto Censis 2025, quasi un terzo dei lavoratori italiani ha sperimentato forme di esaurimento o distacco dal proprio lavoro, oltre la metà riferisce un esaurimento emotivo persistente. Il burnout, insomma, non è un problema individuale: è un indicatore sociale. Al centro del burnout c’è il work life balance ed in particolare il difficile equilibrio tra i ritmi del lavoro e le risorse della persona che portano al prosciugarsi delle energie. Si è travolti da una spirale di stanchezza cronica che si trasforma in irritazione, poca e scarsa concentrazione si sgretola. La mente cede e il corpo la segue: disturbi del sonno, tensione muscolare, tachicardia, problemi gastrointestinali, vuoti di memoria, difficoltà a concentrarsi, isolamento sociale, calo della produttività. Segnali che sono campanelli dall’allarme e che spesso, a causa dei frenetici ritmi quotidiani vengono sminuiti, minimizzati e ignorati. La verità è che il corpo va ascoltato perchè avvisa molto prima delle parole perchè registra ogni cosa, le ore che si dormono, le emozioni che si trattengono, le pressioni che si sopportano, quando ci si sente divorati e manca il respiro. Le cause sono molteplici, dal sovraccarico lavorativo e professionale alla mancanza di supporto, a un clima tossico, alle aspettative irrealistiche, dai fattori sociali come carichi familiari, precarietà, a fattori individuali, come il perfezionismo, la difficoltà a delegare, il forte coinvolgimento emotivo, personalità vulnerabili allo stress. Ciò che è certo è che il burnout non nasce da un singolo evento, ma da una somma di pressioni che, nel tempo, diventano insostenibili. Ignorarlo può avere conseguenze gravi: depressione, ansia, insonnia cronica, problemi cardiovascolari, isolamento sociale, assenteismo, calo drastico della produttività. Lo stile di vita gioca un ruolo decisivo, scegliere di fermarsi è la scelta più saggia, praticare attività fisica, dormire regolarmente, effettuare pratiche di mindfulness, recupero di spazi di riposo e ritagliarsi tempo libero. La prevenzione, però, resta la chiave. Non arrivare al limite, ma intervenire prima che il corpo ceda, quindi definire chiari confini tra lavoro e vita privata, imparare a dire no, alternare periodi di impegno a momenti di recupero, coltivare relazioni sane, evitare situazioni tossiche. La salute mentale nasce dall’arte di tracciare confini e scegliere se stessi non è egoismo, è amor proprio, imparare a scegliersi è un atto d’amore verso se stessi. La salute mentale e la pace emotiva dovrebbero essere sempre la priorità, non solo quando si arriva ad un punto in cui ci si accorge di averle trascurate. Il burnout non è un fallimento personale, riconoscerlo significa riappropriarsi del proprio tempo, del proprio corpo e della propria mente, ricordando che niente vale la perdita di sé.
Carmela Papa


