La Fenice teatro cultura in Avendo potendo pagando: tra verità e punti di rottura

Mag 19th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Spettacoli e Cultura

Ci sono spettacoli che non si limitano semplicemente a intrattenere. Ti entrano dentro, in punta di piedi, ti fanno ridere, ti donano leggerezza e quando ti senti al sicuro, ti stravolgono e ti mostrano quella verità che era in sospeso e non volevi vedere. Il 17 Maggio La Fenice teatro cultura chiude la stagione teatrale portando in scena al teatro De Rosa di Frattamaggiore Avendo, potendo, pagando. L’atmosfera è diversa, quasi affettuosa: è l’ultimo spettacolo e c’è un’energia silenziosa che coinvolge il pubblico e sembra quasi volerlo salutare e scuotere insieme. Fin dalle prime battute si coglie la comicità scelta da Roberto Arabiano, regista, attore della compagnia, una comicità mai scontata, mai traviale, pulita che si appoggia alla parola, alle situazioni, alla verità dei personaggi. Una comicità che non strappa la risata: la invita e il pubblico risponde con un sorriso che cresce scena dopo scena. Il testo, per gli ascoltatori più attenti, è disseminato di riferimenti storici e letterari che non appesantiscono, ma illuminano, piccoli lampi di cultura che scivolano dentro la trama con naturalezza, ricordando che il teatro può essere popolare senza rinunciare all’intelligenza. Dietro la leggerezza però si nasconde una vena amara, un mondo che scricchiola, fatto di bugie, omissioni, piccole vigliaccherie quotidiane che costruiscono una rete sempre più fitta, sempre più fragile. La tensione aumenta e il pubblico si riconosce in quell’umanità che prova a salvarsi come può. Poi arriva il punto di rottura: il secondo atto, l’arrivo di un personaggio chiave, l’autista Vincenzo, fulcro dell’intero spettacolo, che colpisce per la sua storia, interpretato da Pasquale Costanzo, che col suo monologo intenso e carico di pathos dà un taglio netto alla storia. Ogni parola sembra provenire da un luogo profondo, da una stanchezza che non chiede pietà, ma ascolto. Con una sola scena Costanzo sposta l’asse emotivo dello spettacolo e costringe il pubblico a fermarsi e riconsiderare quanto visto finora. La Commedia si ferma, si spoglia delle sue risate leggere e si veste di verità. Tutto cambia. La sua voce trascina il pubblico in un’altra dimensione, quella della fatica, della dignità, della responsabilità che pesa sulle spalle come un macigno. È un momento di verità pura, brutale nella sua sincerità. Nel monologo si sciolgono i nodi della storia: le bugie si incrinano, le maschere cadono, i personaggi si trovano nudi dinanzi alle proprie scelte. Il pubblico trattiene il fiato: non è più solo teatro, è la vita che entra in scena senza chiedere permesso. È una scelta precisa quella di chiudere la stagione con Avendo, potendo, pagando, quella che chiude un cerchio, ma lascia uno spiraglio aperto, è la Commedia giusta per salutare il pubblico perchè lascia un segno, di quelli che restano anche quando il sipario si chiude.  Fa ridere, fa riflettere e ricorda la forza di sapersi guardare allo specchio senza distogliere lo sguardo. E il pubblico si alza dalla poltrona con un pensiero preciso: la verità quando arriva non distrugge, libera.

 

Carmela Papa

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