IL PROF. ANTONIO MARFELLA: «SENZA PREVENZIONE PRIMARIA E TUTELA DELL’AMBIENTE NON SI SALVA NESSUNO»
Mag 20th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Salute, sanitàFuorigrotta 931,27 120,09 13,07
Barra – San Giovanni – Ponticelli 906,36 173,73 11,88
Miano – Piscinola – Scampia 905,21 160,72 11,64
Arenella – Vomero 955,75 88,29 3,36
Per il prof. Marfella questi dati dimostrano una relazione ormai evidente tra condizioni ambientali, qualità della vita e diffusione delle patologie oncologiche.
«Dal cancro non si guarisce mai completamente — scrive — al massimo possiamo cronicizzarlo. Per questo la tutela dell’ambiente è la prima vera medicina pubblica».
Il medico sottolinea il peso economico e umano delle cure oncologiche moderne: una singola terapia può costare più di uno stipendio mensile per un solo paziente e, nel caso del mesotelioma, ancora oggi non esiste una cura realmente risolutiva.
Nella sua riflessione il confronto si allarga oltre Napoli. Marfella cita i dati di Acerra del 2018, con oltre 1047 casi ogni 100mila abitanti tra gli uomini, e osserva come perfino le aree più industrializzate della Pianura Padana registrino valori inferiori.
Il tema, però, non è soltanto sanitario. Diventa sociale, urbanistico, culturale e persino morale.
Secondo il professore, Napoli rischia di inseguire modelli economici incapaci di mettere al centro la salute pubblica. Nella sua nota compare anche il confronto provocatorio con Montecarlo: pochi residenti, migliaia di posti barca, mentre nel capoluogo partenopeo — segnato da spopolamento, overtourism e crescita delle patologie cronico-degenerative — si continua a discutere di sviluppo senza affrontare il nodo dell’inquinamento.
Marfella parla apertamente di «ignavia» e accusa il silenzio di parte della comunità scientifica e medica di avere contribuito, negli ultimi decenni, alla perdita di aspettativa di vita dei napoletani rispetto ad altre città italiane.
«La politica — sostiene — deve essere indirizzata dai dati e dalla scienza al buon governo, non dal silenzio verso il malgoverno».
Nelle sue parole emerge anche una dimensione profondamente umana e spirituale. Il medico racconta di avere dedicato quarantasei anni della propria vita professionale a questa battaglia e confida il desiderio di accompagnare idealmente i malati della Terra dei Fuochi davanti a Papa Leone XIV, richiamando l’enciclica Laudato si’.
Il messaggio finale è netto:
«Se non tuteliamo l’ambiente, non abbiamo possibilità né di sopravvivenza né di cure adeguate per tutti».
Una riflessione che supera i numeri e costringe una città intera a guardarsi dentro.
Nota redazionale
La redazione di Lontani La Traversata pubblica integralmente il pensiero del prof. Antonio Marfella ritenendo centrale il diritto dei cittadini a conoscere dati, analisi scientifiche e riflessioni sul rapporto tra ambiente e salute pubblica.
Prof. Antonio Marfella Oncologo – Ricercatore impegnato sui temi ambiente, prevenzione primaria e Terra dei Fuochi.
Redazione Scientifica Sanità e Ambiente Lontani La Traversata
LO SCRIVENTE MARFELLA ANTONIO . PRECISA! che quelli pubblicati rappresentano i primi dati ufficiali del Registro Tumori ASL Napoli 1 Centro suddivisi per singoli distretti sanitari e non più raggruppati genericamente sull’intera ASL. Una distinzione che permette finalmente di leggere le differenti realtà territoriali, comprese aree profondamente diverse tra loro come Capri, Bagnoli-Fuorigrotta, Barra-San Giovanni-Ponticelli, Miano-Scampia e Vomero-Arenella.
La sintesi pubblicata dalla nostra redazione riguarda, in questa prima lettura, i dati relativi alla popolazione maschile, ma il Registro contiene anche i dati femminili. L’obiettivo dell’analisi non è creare allarmismi, bensì individuare con maggiore precisione le differenti urgenze operative e sanitarie nei vari distretti della città metropolitana.
«Sono 184 pagine di migliaia di numeri — sottolinea Marfella — diventati quindici dati essenziali, sufficienti però a comprendere la gravità delle differenze ambientali e sanitarie presenti nei territori».
Per il medico oncologo, impegnato da decenni sul fronte ambiente-salute in Terra dei Fuochi, la disponibilità di dati territoriali leggibili rappresenta uno strumento indispensabile per orientare la prevenzione primaria, la tutela ambientale e le future scelte di sanità pubblica.
Ciro Scognamiglio


