ECONOMIA, IL MANIFESTO DI ENRICO IAZZETTA: “MA PERCHÉ È COSÌ COMPLICATO” METTE SOTTO ACCUSA BTP, PENSIONI E SUSSIDI

Set 15th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Spettacoli e Cultura

ROMA – E se il problema dell’economia italiana fosse proprio il modo in cui da anni viene affrontata? È la domanda dalla quale parte Enrico Iazzetta nel suo nuovo libro-manifesto, “Ma perché è così complicato”, disponibile da oggi su Amazon in formato cartaceo ed ebook. Un saggio che entra nel dibattito economico con un linguaggio diretto e senza mediazioni, mettendo in discussione alcuni dei meccanismi sui quali si è tradizionalmente costruita la politica economica italiana: dal ricorso al debito pubblico alla gestione del sistema previdenziale, passando per sussidi, detrazioni e politiche del lavoro. Ufficiale incursore delle Forze Armate, Iazzetta torna in libreria dopo il suo primo volume dedicato al recupero della capienza fiscale e lo fa con una riflessione che punta soprattutto sulla necessità di riportare al centro l’economia reale, gli investimenti e la capacità dello Stato di programmare le proprie risorse. Al centro del libro c’è una critica netta a una politica economica che, secondo l’autore, troppo spesso annuncia interventi senza chiarire fino in fondo costi, risorse e coperture. Da qui la proposta di un metodo fondato sulla quantificazione preventiva dei progetti, sull’individuazione delle risorse effettivamente disponibili e sulla sincronizzazione tra investimenti reali, risparmi, sussidi e detrazioni. Uno dei capitoli più significativi riguarda il rapporto tra cittadini, fisco e Stato. Iazzetta immagina un nuovo patto fiscale, attraverso un sistema che consentirebbe ai contribuenti di indirizzare parte della propria capacità fiscale verso investimenti considerati strategici, arrivando, nella proposta contenuta nel volume, fino al 70% di recupero della capienza fiscale. L’idea è trasformare il contribuente da semplice soggetto passivo del sistema fiscale a parte attiva delle scelte economiche del Paese. Particolare attenzione viene riservata anche alla crisi demografica. Per contrastare quello che ormai viene definito l’“inverno demografico”, il libro propone il “Compenso Materno”, un assegno mensile di 500 euro per ogni figlio destinato alle famiglie con reddito inferiore ai 50 mila euro. Una misura che, nella visione dell’autore, dovrebbe essere finanziata attraverso una razionalizzazione e una revisione degli attuali sistemi di sussidio, senza ricorrere a nuovo debito. Sul fronte del lavoro, Iazzetta propone una revisione degli ammortizzatori sociali e un contrasto più deciso agli abusi della NASpI e dei sussidi a fondo perduto. Le risorse recuperate dovrebbero essere indirizzate, secondo la sua impostazione, verso la stabilizzazione dei giovani, il lavoro regolare e incentivi mirati nei settori ritenuti strategici, con particolare attenzione anche al personale in divisa. Altro capitolo centrale è quello dell’evasione fiscale. La ricetta proposta passa dal contrasto di interessi, attraverso una maggiore possibilità di detrarre determinate spese sostenute nei negozi fisici. Il cittadino diventerebbe così, nelle intenzioni dell’autore, una sorta di “sentinella della legalità”: chiedere la fattura o lo scontrino non sarebbe soltanto un obbligo, ma diventerebbe economicamente conveniente.

Iazzetta affronta inoltre il tema dell’energia e della competitività industriale. La sua proposta punta a una maggiore autonomia energetica attraverso un mix composto da fonti rinnovabili, termovalorizzazione e nucleare di nuova generazione, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. Il filo conduttore dell’intero volume è dunque la ricerca di un metodo. Non soltanto individuare ciò che non funziona, ma chiedersi quanto costa una determinata scelta, quali siano le risorse disponibili e soprattutto chi debba sostenerne il peso. Una critica che investe anche la tradizionale narrazione secondo cui il ricorso ai titoli di Stato possa rappresentare una soluzione permanente alle difficoltà finanziarie del Paese. Il libro non si presenta, quindi, come un semplice testo di analisi economica, ma come una provocazione rivolta direttamente alla politica e ai cittadini. L’obiettivo di Iazzetta è spostare il confronto dalle promesse elettorali ai numeri, dalle dichiarazioni di principio alle coperture finanziarie, chiedendo alla politica di spiegare non soltanto cosa intende fare, ma soprattutto quanto costa e come intende pagarlo. Un approccio volutamente pragmatico e accompagnato, nelle pagine del volume, da simulazioni numeriche costruite sulle aliquote fiscali attuali. Una sfida alle ricette economiche tradizionali e, nello stesso tempo, un invito al lettore a interrogarsi sulle scelte che riguardano il futuro del Paese. “Ma perché è così complicato” arriva così sul mercato con l’ambizione di alimentare una discussione che va oltre gli schieramenti politici: debito pubblico, pensioni, fisco, lavoro, natalità, energia e investimenti reali. Temi sui quali Iazzetta propone una lettura radicale e, in alcuni passaggi, volutamente controcorrente.


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