OMICIDIO DEL POLIZIOTTO DOMENICO ATTIANESE, LA CASSAZIONE RENDE DEFINITIVA LA CONDANNA A 30 ANNI PER SALVATORE ALLARD
Ott 26th, 2026 | Di cciotola | Categoria: MunicipalitàNAPOLI – A quasi quarant’anni da quella tragica giornata, arriva un nuovo e importante capitolo giudiziario nella vicenda dell’omicidio di Domenico Attianese, il poliziotto ucciso nel quartiere Pianura di Napoli mentre cercava di impedire una rapina. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Salvatore Allard, rendendo definitiva la condanna a 30 anni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Napoli. I fatti risalgono al 6 dicembre 1986. Attianese, sovrintendente della Polizia di Stato, quel giorno era libero dal servizio. Dopo aver appreso che era in corso una rapina presso la gioielleria Romanelli, nel quartiere Pianura, intervenne per fermare i malviventi. Un gesto di coraggio e senso del dovere che gli costò la vita. Durante una colluttazione con i rapinatori, il poliziotto venne raggiunto da un colpo di pistola alla nuca.
Per decenni il delitto è rimasto senza una piena definizione giudiziaria, fino alla riapertura delle indagini, resa possibile anche grazie alle nuove tecniche investigative e agli accertamenti scientifici sulle tracce raccolte all’epoca dei fatti. In particolare, un’impronta digitale individuata su un portagioie custodito in un borsone contenente parte della refurtiva ha rappresentato un elemento determinante per ricostruire le responsabilità. Secondo la ricostruzione investigativa, proprio Allard sarebbe stato l’autore dello sparo mortale. Nel luglio 2024 era arrivata la condanna in primo grado a 30 anni di reclusione. Successivamente, la Corte d’Appello di Napoli ha confermato la pena, fino alla decisione della Suprema Corte che ha respinto il ricorso della difesa, rendendo irrevocabile la condanna. La stessa vicenda giudiziaria ha coinvolto Giovanni Rendina, condannato anch’egli a 30 anni in secondo grado il 10 dicembre 2025, con sentenza impugnata. La decisione della Cassazione rappresenta un passaggio importante per la giustizia e soprattutto per i familiari di Domenico Attianese, che per quasi quarant’anni hanno atteso che venisse fatta piena luce su una morte tanto dolorosa quanto ingiusta. Resta il valore umano e civile della storia di un uomo che, pur non essendo in servizio, non esitò a intervenire davanti a un’azione criminale. Domenico Attianese non era semplicemente un poliziotto che stava facendo il proprio lavoro: era un uomo che scelse di non voltarsi dall’altra parte, mettendo la propria vita a rischio per difendere gli altri. Una vicenda che Pianura e Napoli non devono dimenticare. Perché dietro una sentenza ci sono una famiglia che ha atteso giustizia per decenni e il sacrificio di un servitore dello Stato, il cui coraggio merita di essere ricordato.


