1° novembre 2026 – Tutti i Santi

Ott 30th, 2026 | Di cciotola | Categoria: Religione

La Parola della Domenica
Commento e meditazione sulle letture della Messa domenicale

a cura di Padre Ciro Sarnataro, SDV

 

 

 

“Rallegratevi ed esultate”

(Mt 22,34-40)

 

 

Beati quelli che non si arrendono alla logica del mondo.

 

Le Beatitudini non sono una poesia consolatoria per anime buone. Sono una provocazione radicale. Gesù sale sul monte, guarda una folla affamata di senso e proclama beati proprio coloro che il mondo considera perdenti: i poveri, i miti, quelli che piangono, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, gli operatori di pace, i perseguitati. È come se dicesse: non chiamate felicità ciò che felicità non è.

 

Viviamo in una società che ci insegna a competere, apparire, accumulare, prevalere. Beato sembra essere chi ha successo, chi conta, chi possiede, chi riesce a imporsi. Gesù capovolge questa classifica, e ci mette davanti una domanda scomoda: e se avessimo costruito la nostra idea di felicità proprio contro il Vangelo?

 

“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”. In un tempo in cui urlare sembra l’unico modo per essere ascoltati, il cristiano è chiamato a riscoprire la forza disarmata della mitezza.

 

“Beati gli operatori di pace”. Non semplicemente coloro che parlano di pace, ma quelli che la costruiscono quando sarebbe più facile alimentare divisioni, rancori e nemici.

 

E poi: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia”. Non una giustizia invocata soltanto quando conviene a noi, ma una giustizia capace di interrogarci sul povero che ignoriamo o che respingiamo, sul lavoratore sfruttato, sulla guerra che diventa notizia per qualche giorno e poi scompare dal nostro interesse.

 

La prima lettura, tratta dal libro dell‘Apocalisse (7,2-4.9-14), ci mostra una moltitudine immensa, “di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”. Davanti a Dio non esistono vite di serie A e vite di serie B. La santità non conosce confini, razze, nazionalità o classifiche sociali. I santi sono coloro che hanno attraversato la “grande tribolazione” senza permettere che la sofferenza trasformasse il loro cuore in pietra.

 

Per questo la festa di Tutti i Santi non è una celebrazione nostalgica; è un giudizio sul presente. I santi ci chiedono: da quale parte stiamo vivendo? Dalla parte della prepotenza o della misericordia? Dalla parte dell’indifferenza o della compassione? Dalla parte di chi costruisce muri o di chi costruisce ponti?

 

“Rallegratevi ed esultate”, dice Gesù. Non perché il mondo sia facile, ma perché il bene, anche quando sembra sconfitto, non è mai perduto. I santi sono la prova che si può attraversare la notte senza diventare tenebra, e che il cristiano non è chiamato a vincere il mondo con la forza, ma a cambiarlo con la santità dell’amore.

 

Buona domenica, buona solennità e, come augurava il nostropadre Fondatore, San Giustino Maria Russolillo: “Fatti santo”.

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