HACKER ALL’ATTACCO DELLA CATENA DEL FREDDO: LE MISURE DI CLAROTY PER PROTEGGERE I SUPERMERCATI
Nov 3rd, 2026 | Di cciotola | Categoria: Cronaca NazionaleLa nuova ondata di attacchi informatici che sta colpendo i sistemi di refrigerazione dei supermercati europei ha raggiunto anche l’Italia. In Sicilia, diversi punti vendita della grande distribuzione, tra cui alcuni supermercati Coop nelle province di Palermo e Catania, hanno subito attacchi ai sistemi di controllo dei banchi frigoriferi, con alterazioni delle temperature e conseguenti danni alla conservazione degli alimenti. La Polizia Postale è al lavoro per ricostruire l’origine degli attacchi e verificare eventuali collegamenti con gli episodi registrati in altri Paesi europei.
La situazione ha richiamato l’attenzione delle istituzioni italiane. Il Governo ha convocato per oggi, 3 novembre, una riunione a Palazzo Chigi, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con i vertici dell’intelligence e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). Quest’ultima ha già intensificato le attività di monitoraggio e richiamato gli operatori della grande distribuzione e della filiera del freddo all’adozione urgente di misure di sicurezza, dalla verifica dei dispositivi esposti a Internet alla protezione degli accessi remoti. In questo scenario, Amir Preminger, CTO di Claroty, analizza i rischi legati alla vulnerabilità dei sistemi di refrigerazione connessi e le principali misure di protezione che le organizzazioni dovrebbero adottare.
Quadro generale
Questa seconda ondata di attacchi ai sistemi di refrigerazione in Europa mette in evidenza una tendenza in crescita: i cybercriminali prendono sempre più di mira i servizi essenziali, con l’obiettivo di provocare interruzioni su larga scala e ad alto impatto. L’aumento delle tensioni geopolitiche ha determinato un’intensificazione delle attività malevole rivolte alle infrastrutture critiche, mentre le tecnologie di intelligenza artificiale consentono agli attaccanti di analizzare rapidamente le reti alla ricerca di vulnerabilità e debolezze nei sistemi di controllo degli accessi.
La serie di attacchi ai sistemi di refrigerazione registrati in tutta Europa evidenzia la fragilità della catena del freddo in numerosi settori, ben oltre quello dei supermercati e dei negozi alimentari. I sistemi di controllo della refrigerazione vengono infatti utilizzati anche negli ospedali, nell’industria farmaceutica, nei servizi idrici, nei data center e in molti altri ambiti. In sostanza, qualsiasi organizzazione che gestisca prodotti sensibili alla temperatura è potenzialmente a rischio e deve adottare misure per proteggersi da attacchi analoghi.
Connettività Internet
Sebbene non sia ancora noto chi abbia condotto questi attacchi né quali siano state le motivazioni, sappiamo che, nonostante l’incidente verificatosi in Francia il mese scorso, continuano a esserci dispositivi direttamente esposti a Internet.
Collegare a Internet i sistemi di controllo della refrigerazione può migliorare notevolmente la produttività e l’efficienza, consentendo interventi di manutenzione da remoto. Tuttavia, questa pratica può anche offrire ai cybercriminali punti di accesso facilmente raggiungibili alla rete e non rappresenta quindi una buona pratica dal punto di vista della sicurezza informatica.
Quando l’accesso remoto è necessario, dovrebbe essere garantito attraverso una VPN, sistemi di autenticazione avanzati oppure strumenti centralizzati di accesso sicuro che consentano di monitorare le sessioni, anziché esporre direttamente i dispositivi alla rete Internet pubblica. Tutti i sistemi accessibili tramite Internet devono essere completamente monitorati, protetti da credenziali di accesso sicure e adeguatamente segmentati.
Minacce informatiche potenziate dall’intelligenza artificiale
L’intero settore della cybersecurity sta attualmente affrontando un’ondata senza precedenti di vulnerabilità critiche nei software, come PHP, individuate grazie all’intelligenza artificiale. Secondo la Electronic Frontier Foundation (EFF), il 3% di tutte le vulnerabilità software mai individuate nella storia è stato scoperto nel solo mese di ottobre, mentre quasi un quarto è stato identificato nel corso del 2026.
Sebbene sia fondamentale correggere le vulnerabilità il più rapidamente possibile, l’applicazione delle patch, da sola, non è più sufficiente per tenere il passo con l’attuale panorama delle minacce informatiche, sempre più alimentate dall’intelligenza artificiale.
Grazie alle moderne capacità dell’AI, gli attaccanti non hanno più bisogno di competenze specialistiche per analizzare il firmware dei dispositivi e individuare vulnerabilità all’interno di un elenco di sistemi esposti a Internet.
La ricerca del Team82 di Claroty dimostra che, sfruttando le capacità avanzate dell’intelligenza artificiale, i cybercriminali potrebbero riprodurre le vulnerabilità dei sistemi di controllo della refrigerazione individuate dai nostri ricercatori e ottenere l’esecuzione di comandi con privilegi di root su un dispositivo di laboratorio in circa 28 minuti, con un costo di appena 6 dollari per l’utilizzo dell’AI.
Visibilità frammentata
Molti retailer non dispongono di una visibilità completa sui propri ambienti IT e OT e potrebbero non essere consapevoli del fatto che alcuni sistemi di controllo vulnerabili siano esposti a Internet.
Questi sistemi di controllo sono forniti da diversi produttori e possono essere collegati direttamente a Internet dalle aziende stesse, dai system integrator o da altri fornitori esterni. Per questo motivo, le organizzazioni che dipendono fortemente da sistemi di refrigerazione accessibili da remoto per interventi di manutenzione e aggiornamento dovrebbero confrontarsi con i propri system integrator e con gli altri partner tecnologici responsabili della configurazione e della gestione di tali sistemi.
I team di sicurezza dovrebbero assicurarsi che tali dispositivi operino dietro un firewall o una soluzione sicura per l’accesso remoto e provvedere immediatamente alla modifica delle password predefinite.


