Perché non conviene comprare i top di gamma

Dic 29th, 2017 | Di cc | Categoria: Esteri

Secondo Gordon Moore, uno dei fondatori della Intel e creatore dell’omonima legge, “la densità dei microcircuiti in una stessa area raddoppia periodicamente” in un lasso di tempo che, negli anni ’60 era considerato di 12 mesi, poi venne aumentato a 24 verso la fine degli anni ’70, e infine si è assestato intorno ai 18 mesi negli anni ’80…

Tale evoluzione esponenziale sembra abbia interessato anche tutti i dispositivi sempre più pieni di elettronica dei quali ci avvaliamo quotidianamente e in misura costantemente crescente: elettrodomestici, televisori, videoregistratori (VHS prima e DVD poi), lettori musicali, fotocamere, computer, ecc., ad ogni nuovo modello hanno sempre offerto un notevole incremento di prestazioni. Successivamente iniziarono a puntare anche su dimensioni più contenute, mantenendo invariate le prestazioni, o addirittura incrementandole.

Questa continua spinta al miglioramento ha inevitabilmente indotto i consumatori a rincorrere gli ultimi modelli usciti per garantirsi il massimo dell’operatività e delle possibilità, facendo la felicità delle aziende produttrici… …E un po’ meno quella del proprio portafogli…

Se negli anni passati l’investimento di denaro nell’acquisto dell’ultimo ritrovato tecnologico poteva avere anche un certo senso, per garantirsi un discreto periodo di stabilità prestazionale, al giorno d’oggi, con l’esponenziale accelerazione del progresso tecnologico e il notevole aumento dell’offerta da parte di marchi meno blasonati ma comunque validi, il discorso sembra perdere senso. I prodotti di punta infatti introducendo nel mercato nuove tecnologie sono puntualmente molto più costosi della media, ma a distanza di un tempo sempre più breve, queste tecnologie vengono adottate anche dai prodotti di fascia media, e nel frattempo già si parla della prossima uscita del nuovo modello… Questo porta ad una notevole svalutazione del prodotto Top di gamma che in genere vede dimezzare il proprio valore dopo nemmeno un anno (talvolta anche 6 mesi) di vita: sono davvero pochi i prodotti tecnologici che riescono a mantenere il valore iniziale dopo questo lasso di tempo.

Facendo un breve giro tra le vetrine dei negozi, o sui principali siti di e-commerce, questa progressione del mercato e dei prezzi risulta abbastanza chiara e porta a domandarsi se valga la pena spendere 1.000 euro per un televisore, un telefono o un PC appena uscito, visto che tra qualche mese lo troveremo a metà prezzo, e che nello stesso momento potremmo acquistare a prezzi decisamente più convenienti “i top di gamma” della stagione precedente… …anche perché, come sempre più spesso accade ultimamente, le “innovazioni” sembrano essere più trovate di marketing per motivare i consumatori all’acquisto che effettive innovazioni tecnologiche meritevoli di nota (e di spesa)…

Un ulteriore aspetto che conviene valutare con attenzione quando ci si accosta a prodotti così costosi riguarda la durata nel tempo delle loro prestazioni che, almeno sulla carta dovrebbero avere una vita maggiore dei modelli meno importanti, ma alla fine, aggiornamento dopo aggiornamento calano: si “appesantiscono” perdendo sempre più reattività. I dispositivi tecnologici, specie i telefonini, sembrano ormai durare giusto il tempo dell’uscita del modello successivo…

…Di recente infatti l’Antitrust ha avviato indagini su due marchi leader mondiali nella produzione di smartphone proprio per pratica commerciale scorretta: l’ “obsolescenza programmata”…

Alla luce di quanto esposto, l’acquisto di un prodotto “top di gamma” si rivela essere sempre più uno status simbol, che una vera utilità… C’è inoltre da valutare se tutte quelle funzioni ipertecnologiche di cui dispongono i modelli di punta siano davvero sfruttate quando poi, l’utilizzo medio dei dispositivi rimane piuttosto basico, limitato a quel che telefonata, molti messaggi e una marea di foto che non verranno ma

stampate, da parte di utenti che preferiscono “esplorare e scoprire” le funzioni andando a tentoni, piuttosto che leggendo le istruzioni.

 

Gabriele Gulia

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