La Parola di oggi

Mar 25th, 2010 | Di cc | Categoria: Religione

LA PAROLA DI OGGI
25 marzo 2010
Giovedì
Annunciazione del Signore - V Quaresima (C) - P

PREGHIERA DEL MATTINO
Padre misericordioso, quando hai mandato fra noi tuo Figlio, nella
pienezza dei tempi, per legarci a te con un amore eterno, tu hai guardato
con amore particolare la Vergine di Nazaret. Tu l’hai fatta nascere e
crescere perché fosse la tua figlia prediletta, la Madre di tuo Figlio e
il Tempio del tuo Spirito Santo.
Maria ha scoperto la meraviglia del tuo essere comunione di Persone
infinite, così come ha appreso la verità altrettanto meravigliosa per cui
le tre Persone aprivano ora la loro unità per accogliere lei con il resto
dell’umanità.
Padre amoroso, ispiraci anche solo una parte della fede di Maria. Per
mezzo dello Spirito Santo, apri i nostri cuori di nuovo a Gesù, tuo Figlio
e nostro Salvatore, perché in essi possa nascere, crescere e raggiungere
la piena maturità.

PRIMA LETTURA (Is 7,10-14; 8,10)
Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio.
Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: “Chiedi un segno dal Signore tuo
Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose:
“Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”.
Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare la
pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio
Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine
concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, cioè Dio-con-
noi”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 39)
R. Eccomi, Signore: si compia in me la tua parola.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: “Ecco, io vengo. R.
Sul rotolo del libro, di me è scritto
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore”. R.
Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. R.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea. R.

SECONDA LETTURA (Eb 10,4-10)
Di me sta scritto nel rotolo del libro che io compia, o Dio, la tua
volontà.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di
capri. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto né
sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo
- poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per compiere, o Dio, la
tua volontà”.
Dopo aver detto: “Non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né
offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato”, cose tutte che vengono
offerte secondo la legge, soggiunge: “Ecco, io vengo a fare la tua
volontà”.
Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo.
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo
dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 1,28.38)
R. Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio.
Ti saluto, o piena di grazia,
il Signore è con te.
Eccomi, sono la serva del Signore.
R. Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio.

VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di
Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei,
disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un
tale saluto.
L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso
Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il
trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e
il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le
rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la
sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo
e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua
vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che
tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.
Parola del Signore.

OMELIA
Maria di Nazaret aveva scelto una vita di dono totale a Dio, come vergine.
Ma Dio decise altrimenti. Ciò che colpisce, nell’Annunciazione, è che una
“religione pura” esige un dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo.
Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero
le parole che, nella storia di Israele, erano state dette ad Abramo, a
Mosé e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare
nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e
la resero feconda nel loro destino.
I profeti sostituirono alle loro proprie idee la Parola di Dio; anche
Maria lasciò che la Parola di Dio si sostituisse a quelle che erano le sue
convinzioni religiose. Di fronte alla profondità e all’estensione di
questa nuova Parola, Maria “rimase turbata”. L’avvicinarsi del Dio
infinito deve sempre turbare profondamente la creatura, anche se, come
Maria, è “piena di grazia”.
Assolutamente straordinario è poi che questo Dio non solo si avvicina a
Maria, ma le offre il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio.
Come è possibile che il “Figlio dell’Altissimo” diventi suo Figlio? “Lo
Spirito Santo scenderà su di te”. Come scese sul caos, in occasione della
creazione, lo Spirito Santo scenderà su Maria e il risultato sarà una
nuova creazione. L’albero appassito della storia fiorirà di nuovo. “Maria
disse: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto”. Nell’Annunciazione si ha il tipo di dialogo che il Padre del
nostro Signore Gesù Cristo vorrebbe avere con ciascuno di noi.
L’esperienza di Maria a Nazaret sottolinea questa verità per tutto il
popolo di Dio. Il suo “sì” in risposta all’offerta divina e il cambiamento
drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio
in mezzo a noi esige un cambiamento radicale.
Ma, cosa più importante, l’Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una
grande verità: ognuno di noi ha avuto un’”annunciazione” personale. Sto
esagerando? No di certo. Se esaminate la vostra vita passata, troverete
un’esperienza che è stata decisiva; forse non ebbe allora conseguenze
immediate, o almeno non vi sembrò, ma, ripensandoci adesso, vi accorgete
che è stata fondamentale, sia essa la scuola che avete frequentato, un
libro che avete letto, un discorso che avete ascoltato, una frase delle
Scritture che vi ha colpito, gli amici a cui vi siete sentiti uniti o un
ritiro che avete fatto. Era il Dio di Maria di Nazaret che si annunciava
a voi. Voi avete dunque avuto una “vostra” annunciazione. E se non avete
risposto “sì”, o se avete pronunciato soltanto un “sì” timido? Basta
riconoscere l’annunciazione ora e cercare di recuperare il tempo perduto
vivendo per Dio e per gli altri.
“Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

MEDITAZIONE
Il “Fiat” di Maria è l’espressione di un desiderio, e non di un’ultima
esitazione. Dicendo queste parole, Maria esprime la vivacità del suo
desiderio piuttosto che domandarne la realizzazione, come qualcuno che ha
ancora dei dubbi. Niente impedisce, tuttavia, di vedere in questo “Fiat”
una preghiera.
Poiché nessuno prega senza essere animato dalla fede e dalla speranza. Dio
vuole che noi gli domandiamo anche le cose che egli ci promette. Egli
inizia col prometterci delle cose che ha deciso di donarci. La Vergine
l’ha capito, poiché nel momento della promessa gratuita ella aggiunge il
merito della sua preghiera: “Avvenga di me quello che hai detto!”. La
parola faccia di me ciò che ha detto la tua parola. Si compia in me, te
ne supplico, non la parola proferita, che è transitoria, ma questa parola
che ho concepito perché rimanga viva. Non sia udibile solamente dalle mie
orecchie, ma anche visibile ai miei occhi, palpabile dalle mie mani, e io
possa portarla nelle mie braccia. Sia non la parola scritta e muta, la
parola senza vita, ma incisa ad opera dello Spirito Santo.
Avvenga di me ciò che non è mai avvenuto né avverrà a nessuno. La tua
parola sia messa nel mio ventre, secondo la tua promessa. Chiamo la parola
in me, infusa nel silenzio, fatta carne in una persona, unita nel corpo
alla mia carne. E avvenga di me quello che hai detto!
SAN BERNARDO

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