La Parola di oggi

Giu 27th, 2010 | Di cc | Categoria: Religione

LA PAROLA DI OGGI
27 giugno 2010
Domenica
S. Cirillo d’Alessandria (mf) - XIII settimana del tempo ordinario (C) - I

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu ci hai dato il bel nome di cristiani, che significa che noi siamo di Cristo, che noi viviamo per lui e in lui. Il nostro cammino di conversione è lungo e pieno di lotte, di combattimenti che non sappiamo sempre condurre bene perché siamo ancora troppo attaccati a noi stessi. Allarga i nostri cuori affinché aspiriamo a trovare la nostra felicità unicamente in te. Guarda ancora, in questo giorno, il profondo desiderio del nostro cuore, rivolto a te, e liberalo da ogni schiavitù per renderlo libero in te.

ANTIFONA D’INGRESSO
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 47,2)

COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (1Re 19,16b.19-21)
Eliseo si alzò e seguì Elia.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, disse il Signore ad Elia: “Ungerai Eliseo figlio di Safat, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto”.
Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: “Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò”. Elia disse: “Va’ e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te”.
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 15)
R. Sei tu, Signore, il mio unico bene.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: “Sei tu il mio Signore
senza di te non ho alcun bene”.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare. R.
Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. R.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

SECONDA LETTURA (Gal 5,1.13-18)
Siete stati chiamati alla libertà.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati
Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 8,12)
R. Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 9,51-62)
Si diresse decisamente verso Gerusalemme. Ti seguirò dovunque tu vada.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio.
Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, concedimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio”.
Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.
Parola del Signore.

OMELIA
C’è qualcosa di radicale nella vocazione a seguire Gesù (è una caratteristica di ogni cristiano autentico) che ci sconvolge. Si potrebbe essere tentati di invocare una particolarità di modo di pensare, perfino di linguaggio, per addolcire o stemperare gli argomenti del Vangelo. Eppure abbiamo ogni interesse a prendere il Vangelo per ciò che è, ed approfittare della sua freschezza, del suo vigore.
Seguire Cristo non è una cosa come un’altra, che si possa conciliare con esigenze parallele o contrarie. Chi intraprende questo cammino deve sapere fin dall’inizio che sarà il discepolo di un povero che non ha un luogo dove posare il capo, di un uomo che ha saputo non senza pericolo rompere certi legami, e che, una volta impegnatosi in una missione, non si è più guardato alle spalle.
Ci si abitua troppo facilmente a vedere i cristiani prendere e lasciare il messaggio evangelico; ora, questo disturba e deve disturbare il male che non cerca che di radicarsi in noi. Bisogna rinnovare il nostro impegno battesimale ricevendo per oggi le dure parole di Gesù, ed accettare coraggiosamente di essere dei discepoli che camminano sui suoi passi, sicuri di trovare, oltre il cammino pietroso, la felicità della vera vita.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gesù mosse decisamente verso Gerusalemme incontro alla sua passione. (cf. Lc 9,51)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La divina Eucaristia,
che abbiamo offerto e ricevuto, Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Entrate, figlie mie, entrate nel profondo di voi stesse.
Andate oltre le vostre piccole azioni, poiché il vostro titolo di cristiane vi obbliga a ciò, ed a molto altro. Accontentatevi di essere le gioiose vassalle di Dio; guardatevi dall’avere delle pretese troppo alte, altrimenti perdereste tutto.
Considerate i santi che sono entrati nella dimora di questo re, e vedrete quale differenza v’è tra loro e noi. Non chiedete ciò che non avete meritato. Quando, come noi, si è offeso Dio, non dovrebbe neppure venire in mente che, nonostante tutti i servigi che gli rendiamo, potremmo meritare il favore accordato ai santi. O umiltà! Non so che tentazione ho in questo momento; ma non posso credere che le anime che sono così colpite dalla loro aridità non manchino un po’ di questa virtù.
Per noi, mie sorelle, mettiamoci alla prova noi stesse, oppure lasciamo che il Signore ci metta alla prova. Egli sa farlo, sebbene molto spesso noi non vogliamo capirlo. Quando nostro Signore ci dice come bisogna agire per essere perfetti, se gli volgiamo le spalle, e se ce ne andiamo tristi, come il giovane del Vangelo, cosa volete che faccia sua Maestà che deve misurare la ricompensa secondo l’amore che gli portiamo?
Questo amore, figlie mie, non deve essere un prodotto della nostra immaginazione; bisogna provarlo per mezzo delle opere. Questa disposizione è molta buona, posto che noi perseveriamo e che non ritorniamo indietro, neppure col pensiero. Non vi è dubbio che se continuiamo in questo spogliamento e in questo abbandono, arriveremo al termine dei nostri desideri, a condizione che ci consideriamo come delle serve inutili.
SANTA TERESA D’AVILA

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