BENESSERE DONNA: L’ACQUA DI RUBINETTO PER LA PREVENZIONE DELL’OSTEOPOROSI

Ott 18th, 2020 | Di cciotola | Categoria: Salute

Osteoporosi, problema tutto al femminile considerando che le persone che ne soffrono in Italia sono 5 milioni di cui l’80% sono donne in post menopausa, ma ne soffre anche il 23% delle donne oltre i 40 anni (dato del Ministero della Salute).

La notizia positiva è che si può intervenire per tempo con regolari esami clinici di controllo, un adeguato stile di vita e alimentare da adottare fin dalla giovane età. Per quanto riguarda l’alimentazione questa deve essere varia e bilanciata e per la salute dell’osso deve essere ricca di calcio e vitamina D.

Quando si parla di calcio si pensa subito ai latticini – che però non tutti possono assumere per intolleranze o allergie - ma ricordiamoci che anche la semplice acqua del rubinetto ne è ricca. Molti tendono a non bere l’acqua del rubinetto per il suo contenuto di calcare, temendo che questo vada a finire nei reni. L’acqua dura invece è ricca di calcio che va a fissarsi sulle ossa combattendo l’osteoporosi e rivelandosi un’ottima alternativa al consumo di latticini.

Per chi non gradisce il sapore dell’acqua del rubinetto o preferisce l’acqua frizzante, si può ricorrere ai gasatori domestici che in modo semplice efficace ed ecologico trasformano l’acqua del rubinetto in gradevolissima acqua gasata.

 

L’acqua del rubinetto è sicura?

 

L’acqua del rubinetto può avere origini di vario tipo, può essere prelevata direttamente da una fonte e avere già buone qualità naturali, oppure in alcuni casi può avere bisogno di trattamenti che ne migliorino le caratteristiche chimico-fisiche o la rendano più sicura per la salute umana.

Tutte le acque del rubinetto vengono sottoposte a disinfezione per proteggerle durante il tragitto nelle tubature fino alle nostre case. La legge italiana prevede un minimo di quattro analisi all’anno, numero che aumenta in base al volume di acqua distribuito ogni giorno e alle caratteristiche dell’acquedotto. Le analisi sono svolte sia dalla società che gestisce l’acquedotto che dalle Asl, quindi da due soggetti indipendenti tra loro, che svolgono analisi su 67 differenti parametri, un numero maggiore rispetto a quelli previsti per le acque in bottiglia. In poche parole, l’acqua del sindaco che arriva nelle nostre case non ha niente da invidiare a quella in bottiglia dal punto di vista della qualità, anzi risulta quattro volte più controllata di quella che viene comprata al supermercato.

 

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