I dati dell’epidemia nel Mondo

Apr 26th, 2021 | Di cciotola | Categoria: Esteri

Globale

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 23 Aprile ore 11.47 am )

  • 144.099.374 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia
  • 3.061..912 morti

alla data del 22 Aprile 2021 sono state somministrate 889.990.259 dosi di vaccino


Regioni OMS 

Europa

(Ultimi dati OMS, inclusa Italiafonte Dashboard Who European Region, 22 Aprile ore 10.00 am)

  • 50.406.463 casi confermati

  • 1.055.439 morti

  • Regno Unito casi confermati 4.395.707 morti 127.327

(Ultimi dati, inclusa Italia, fonte Dashboard ECDC, 22 Aprile 2021)

  • Francia casi confermati 5.289.526 morti 100.762

  • Spagna casi confermati 3.428.354 morti 77.102

  • Italia casi confermati 3.870.131 morti 116.927

  • Germania casi confermati 3.153.699. morti 80.006

America

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 23 Aprile ore 11.47 am)

  • 60.513.486 casi confermati

  • 1.469.773 morti

Sud Est Asiatico

  • 19.237.975 casi confermati

  • 249.022 morti

Mediterraneo orientale

  • 8.725.431 casi confermati

  • 175.223 morti

Africa

  • 3.249.234 casi confermati

  • 81.348 morti

Pacifico Occidentale

  • 2.297.105 casi confermati

  • 35.753 morti

Mappe interattive (dashboard)

Report internazionali

Vedi anche

Valutazione del rischio ECDC
(aggiornamento al 15 Febbraio 2021)

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha aggiornato la valutazione del rischio relativa alle mutazioni del Sars-Cov-2  il 15 febbraio 2021.

Nel mese di dicembre, il Regno Unito ha dovuto affrontare un rapido aumento dei casi di COVID-19, associato all’emergere di una nuova variante SARS-CoV-2, (VOC 202012/01), contemporaneamente, il Sud Africa ha segnalato un’altra variante SARS-CoV-2,( indicata come 501.V2), anch’essa potenzialmente preoccupante, mentre nel mese di gennaio 2021 il Brasile ha denunciato la presenza di una ulteriore variante locale.

Nelle ultime settimane, nonostante si sia osservato un calo dell’incidenza complessiva di SARS-CoV-2, la situazione epidemiologica è ancora motivo di grave preoccupazione in tutta l’UE.

Dal 21 gennaio 2021, i paesi dell’UE / SEE hanno osservato un aumento sostanziale del numero e della percentuale di casi di SARS-CoV-2 della variante B.1.1.7, segnalati per la prima volta nel Regno Unito. A causa della maggiore trasmissibilità del virus, il rischio è attualmente valutato come  alto/ molto alto  per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili.

L’analisi dei modelli mostra che, a meno che gli interventi non farmaceutici (NPI) non continuino o vengano rafforzati nei prossimi mesi, dovrebbe essere previsto un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati a COVID-19 nell’UE / SEE. Sebbene la vaccinazione mitigherà l’effetto della sostituzione con varianti più trasmissibili e la stagionalità potrebbe potenzialmente ridurre la trasmissione durante i mesi estivi, l’allentamento prematuro delle misure porterà a un rapido aumento dei tassi di incidenza, casi gravi e mortalità. È necessaria una rapida distribuzione del vaccino tra i gruppi prioritari per ridurre i ricoveri, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi dovuti a COVID-19.

Leggi 

Mappa del rischio europea

Sulla base dei dati forniti dagli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblica una mappa degli Stati membri dell’UE, suddivisa per regioni, che mostrerà i livelli di rischio nelle regioni europee utilizzando un sistema a semaforo. Le regioni verranno indicate con i colori “ verde ”, “ arancione ”, “ rosso ”, “ rosso scuro ” e “ grigio ” (se non sono disponibili informazioni sufficienti).

A causa del rischio particolare nelle aree “rosso scuro”, tutti gli Stati membri dovrebbero richiedere alle persone che viaggiano da tale area di eseguire un test prima della partenza e di sottoporsi a quarantena / autoisolamento.

Guarda 

Mappa del rischio UE


Dall’allerta alla pandemia

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico.

Il 30 gennaio l’OMS ha dichiarato l’epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica.

L’OMS ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale a livello “molto alto” il 28 febbraio 2020.

L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.

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