Il 66° anniversario del pio transito del Beato don Giustino Russolillo

Ago 2nd, 2021 | Di cciotola | Categoria: Religione

Nei giorni che vanno dal 30 luglio al 2 agosto presso la parrocchia vocazionista della Sacra Famiglia ci saranno celebrazioni in onore del Beato Giustino Russolillo. Come si chiuse  il sipario della vita terrena di don Giustino. “Non ho la forza nemmeno di spostare una sedia da una parte all’altra”, confidò a suor Concetta Balestrieri, il 27 Luglio 1955, di ritorno dal viaggio di commiato dai suoi giovani professi in vacanza a Laureana Cilento (SA). I medici diedero il luttuoso responso: è leucemia. Gli proposero un ricovero in ospedale. “Se necessario, accetto”, disse don Giustino con voce flebile. Ma suo fratello medico chirurgo, il prof. Michele Russolillo, a chi gli riferiva la disponibilità del paziente al ricovero, ne rivelò l’inutilità  con le parole: “Ormai è troppo tardi, è morto”. Ai presenti, addolorati, don Giustino ripeteva sereno: “Dobbiamo essere sempre preparati alla partenza per l’eternità e la migliore preparazione è la fede, la speranza, la fiducia e la fedeltà nel Signore”. La notte del 2 Agosto ricordò a don Raffaele Castiglione: “Ieri sera non mi hai dato l’assoluzione”. Gliela diede e fu l’ultima. Le sue sorelle suor Giovanna e Carmela, presenti al pio transito, hanno lasciato scritto: “Si addormentò placidamente, pienamente abbandonato alla volontà di Dio”. Non poteva essere diversamente perché era sempre vissuto nella luce del Signore, rimanendo intimamente unito allo Sposo celeste, al quale spesso si rivolgeva con accenti di sicura speranza: “Che nessun’ombra ci sia mai tra me e te, che tutto invece mi unisca più intimamente a te e prepari la comunione eterna”. La chiamata alla vita eterna giunse alle 21 e dieci del 2 Agosto 1955, dopo aver ricevuto l’Unzione degli Infermi. (Tratto da: Cfr. Don Giacomo Capraro, Sereno tramonto, Ediz. Vocazioniste, 2020, pp. 12-16).

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